L’arte araba nella pittura del Palio 2010

di Marina Pellitteri

Toni e colori dell’arte araba nel dappellone della carriera del Palio del 2 luglio 2010.
Nonostante i nostri tratti di apparente conservatorismo,- dichiara Maurizio Cenni sindaco di Siena- così viene inteso il rispetto delle tradizioni, continuiamo a coltivare quella capacità di avere un respiro che travalica le nostre mura, proprio a ribadire la Siena figlia della strada, la città della Francigena, del suo antico spedale che accoglieva i pellegrini in transito. Anche quest’anno, ci saranno delle innovazioni che comunque sono ancora oggi tese a salvaguardare la tradizione: innovazione e tradizione che sono l’eterno dilemma della città che deve e può svolgere per rimanere ancora se stessa. La scelta del pittore libanese Hali Hassoun del dappellone del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenza ha, che celebra il 750° anniversario della leggendaria battaglia di Montaperti riesce ad ben amalgamare questo connubio tra respiro internazionale e il senso di identità e di appartenenza prettamente insiti nella città di Siena”.
“La battaglia più grande è quella dello sforzo di combattere e vincere il male che è in ognuno di noi – afferma il pittore libanese -. Il messaggio che con la mia opera voglio lanciare è un auspicio: la pace con l’unione dei popoli. Un’idea di umanità che nasce da una universalità ben radicata in un concetto di spiritualità scevra da differenziazioni religiose e politiche. Un concetto identitario che dovrebbe trovare ospitalità in qualsiasi cultura contemporanea. È un onore per me essere qui con voi, ringrazio questa grande città che mi ha accolto, mi ha dato le sue braccia, ringrazio tutti voi e il sindaco di Siena che in questa circostanza, in quest’occasione, mi ha dato grande sostegno, ringrazio Giovanni Mazzini, per la sua grande conoscenza, grande capacità. Sono contento di essere in questo cortile del Podestà dove nella mia vita da giovanissimo ho passeggiato a lungo, sia durante il palio sul tufo, sia di giorno e ultimamente anche sotto la neve durante la mia mostra che si è tenuta proprio nei magazzini del Sale del comune. Oggi vivo a Milano, dove mi sono trasferito per cercare di mettere a frutto e sviluppare la mia arte, ma non ho mai abbandonato Siena ed è sempre coltivato il sogno di realizzare quel drappo di seta tanto ambito da tutte e 17 le contrade Tengo a dire che vorrei dedicare questo palio a mia moglie e a mia figlia Jasmine. Vi ringrazio molto! Viva Siena!”.
Il Palio di Hassoun si incentra sulla figura di un guerriero, idealmente rappresentato nella forma archetipica del San Giorgio del Mantegna. L’uomo d’arme nell’opera dell’artista,rievoca il fastoso e mitico mondo del regno delle due Sicilie, un mondo fatto di reazioni e realtà diverse nel quale il dialogo fra i popoli poteva essere realisticamente messo in pratica dalle saggezze diplomatiche di Federico secondo di Svevia.

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