L’emozione della musica di Puccini Nel festival di Torre del lago

Il Festival Puccini 2006 propone un cartellone di grande richiamo che da giugno ad ottobre offrirà al pubblico affezionato appuntamenti da non perdere all’insegna della musica del Maestro Puccini. Nell’ambito delle iniziative realizzate in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni Pucciniane 2004 – 2008, avant premiere del Festival Puccini, a giugno, nel Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago lo straordinario concerto lirico dell’Orchestra Filarmonica della Scala diretta dal Maestro Riccardo Chailly.
Il 21 luglio aprirà la 52.a edizione del Festival Puccini di Torre del Lago il nuovo allestimento di Tosca per la collezione Scolpire l’Opera: scene e costumi Igor Mitoraj, regia Mario Corradi, con Norma Fantini, Marcello Giordani e Lucio Gallo, diretti dal Maestro Alberto Veronesi. Il cartellone vede poi in programma le riprese di due fortunatissime produzioni festivaliere, Turandot scene Pietro Cascella, costumi Cordelia von den Steinen, regia Daniele De Plano e l’incantevole La Bohème firmata da Maurizio Scaparro e dall’indimenticabile poeta e amico Jean Michel Folon, al quale sarà dedicato uno speciale omaggio a pochi mesi dalla scomparsa.
Per la prima volta a Torre del Lago Puccini un allestimento giapponese di Madama Butterfly. Una speciale co-produzione internazionale tra la Fondazione Festival Pucciniano e Sakai City Opera con grandi artisti italiani e giapponesi per una messa in scena del capolavoro pucciniano con cui il regista giapponese Masayoshi Kuriyama ha voluto presentare fedelmente stili ed ambientazioni del paese del Sol Levante.
E la storia continua…. per la prima volta in Europa il 3 ed il 9 agosto verrà rappresentata Junior Butterfly, musica del grande compositore giapponese Shigeaki Saegusa, libretto di Masahiko Shimada, un’opera che narra le vicende del figlio di Butterfly e Pinkerton, sullo sfondo del terribile dramma di Nagasaki nel 1945
Infine appendice autunnale nel Principato di Monaco dove nel prossimo ottobre andrà in scena al Forum Grimaldi l’allestimento di Fanciulla del West scene e costumi Nall, regia Ivan Stefanutti con Daniela Dessì, Fabio Armiliato e Lucio Gallo.
Durante l’estate numerosi gli eventi collaterali ambientati nei piu’ suggestivi siti di Toscana all’insegna della musica pucciniana e dell’arte contemporanea divenute i segni distintivi del Festival di Torre del Lago.

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Puccini e Torre del Lago
Un profondo amore durato trent’anni quello che legò Giacomo Puccini al ridente borgo di Torre del Lago, che da tempo ha cambiato, con orgoglio di tutti i suoi abitanti, il suo nome in Torre del Lago Puccini.
Quando il grande compositore vi giunse, a fine Ottocento, fu per trovare un luogo pittoresco e quieto dove far sgorgare il suo genio creativo.
Il Lago e il piccolo villaggio le cui case si specchiavano nelle acque grigio azzurre del Massaciuccoli a meno di due chilometri dalle sabbiose spiagge della Versilia, gli piacquero subito e l’accoglienza dei torrelaghesi fu entusiastica. Il giovane compositore trovò al suo arrivo persino un comitato d’accoglienza nella piccola stazione ferroviaria e i numerosi artisti, per lo più pittori, con i quali fondò poi il Club della Bohème, gli si strinsero intorno felici di annoverare tra loro un già famoso personaggio.
Erano questi anni di uno straordinario fervore artistico che coinvolgeva un po’ tutta la regione: Firenze, Livorno, ma anche Lucca – dove Puccini era nato – erano in contatto con Parigi e le capitali europee; le idee e le persone circolavano vorticosamente, pittori e musicisti si incontravano nelle case e nei caffè. Ma poi, per ritornare alle radici della propria ispirazione, la luce, i suoni più puri, andavano là dove la natura offriva ancora sensazioni forti.
“Spiagge assolate, fresche pinete, il lago sempre calmo, ovvero l’Eden”: Puccini aveva due grandi passioni, la musica e la caccia e per lui il Lago di Massaciuccoli rappresentò il luogo ideale dove coltivarle entrambe. Vi arrivò nel 1891, trentatreenne, e decise di stabilirvisi prendendo delle stanze in affitto. Poi arrivarono i successi di Manon Lescaut (1893) e della Bohème (1896) e con questi i denari per comprare la casa della sua vita, un’antica torre di guardia (all’origine del nome di Torre del Lago) che fece completamente ristrutturare. Interrò anche una parte della riva del lago, con il permesso del marchese Ginori che ne era il proprietario, per realizzare il giardino e la strada davanti a casa; uscendo si trovava l’imbarcadero, da cui partiva per le battute di caccia, specialmente alle folaghe e ai beccaccini.
La casa, visitabile, ancora parla di queste cose: i pianoforti per comporre la musica, i ricordi delle grandi rappresentazioni e i premi dei trionfi internazionali, i quadri dell’amico pittore Ferruccio Pagni, che frequentava il musicista insieme ad altri artisti come Plinio Nomellini e i fratelli Tommasi.
Puccini rimase a Torre del Lago per trent’anni e vi compose tutte le sue opere maggiori, tra cui la Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La Fanciulla del West (1910), La Rondine (1917) e Il Trittico (1918). Nel 1921 si trasferì nella nuova villa che si era fatto costruire a Viareggio, dove però rimase solo tre anni, fino alla morte nel
1924. Per volere del figlio, il musicista è sepolto in una cappella costruita nella vecchia casa sul lago.
Anche il lago ricorda le storie del passato: lo si può esplorare in battello, partendo di fronte alla Villa Puccini, la luce è la stessa di un tempo, ed anche la quiete: oggi il lago fa parte del Parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, comprendente 24 mila ettari di spiagge, pinete, zone palustri che ospitano una ricchissima avifauna.
Di questo intreccio, tra il lago, Puccini e la musica è frutto il Festival Puccini che dal 1930 si tiene sulla sponda del lago, voluta già da Puccini prima di morire e alla sua opera interamente consacrata.

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