Lucchini, il sindaco di Piombino in Regione e dal ministro tra accuse e polemiche

Gianni Anselmi, il sindaco di Piombino salito sul tetto della Lucchini per protesta, per attirare l’attenzione del governo e degli enti sulla crisi della sidurergia in Toscana, in modo da scongiurara un’altra ilva, stamattina sarà di nuovo a Firenze, alla Presidenza della Regione. A seguire via per Roma, Ministero dello Sviluppo, per tavolo Lucchini con istituzioni azienda e sindacato. Mi auguro di registrare la svolta che chiedo da tempo all’azienda e al Governo. Proseguono quindi le trattative per salvare un ‘indotto di 5mila persone che rischiano di perdere il lavoro su almeno tre province in Toscana. Nei giorni scorsi, tuttavia, non erano mancati gli attacchi al sindaco “coraggio” di Piombino, accusato di aver strumentalizzato la crisi della Lucchini per vetrina personale. Con lui era finito auno de sosten itori della battaglia Mirko Lami. “Desidero esprimere solidarietà a Mirko Lami,- ha commentato il sindaco su Facebook – attaccato ignobilmente in un volantino distribuito in fabbrica. Quanto a me, prima di salire su quel tetto per dare visibilità nazionale non a me, che non ne ho bisogno, ma ai problemi della nostra città, avevo ampiamente messo in conto che sarebbero state dette un bel po’ di bischerate, specie da chi non avrebbe salito un solo gradino di quella scala, figuriamoci se con una fascia tricolore addosso. Domani sarò di nuovo a Roma per le nostre crisi, qui c’è da lavorare duro e risolvere i problemi altro che campagna elettorale” “Qui da una parte si attacca Gianni accusandolo di aver fare quello che fa per visibilità personale commenta un cittadino intervenuto a supporto di di Anselmi -, cosa secondo me assolutamente non vera. Da un’altra Mirko Lami (che fa che fa anche parte dele Rsu di fabbirca. Ndr.) e molti esponenti del Pd hanno attaccato Francini (l’autore del manifesto contro Lami e Anselmi) accusandolo di farsi solo pubblicità, cosa secondo me non vera”. “Nel mezzo ci si dimentica che però ci siamo noi lavoratori Lucchini -prosegue un dipendente della fabbrica – presi ancora una volta per i fondelli dalle organizzazioni sindacali e che domani non potremo essere a Roma per difendere il nostro posto di lavoro, perché andando contro ad una decisione presa dai lavoratori in assemblea i rappresentanti sindacali non hanno dichiarato sciopero. Da parte mia non ci può essere che la conferma di quanto sia stata buona la decisione di strappare la tessera a dicembre scorso. Ma quanto c’è scritto nella seconda parte di quel volantino riguardo all’immobilismo del sindacato lo stanno pensando in molti ora dentro la fabbrica e sta crescendo una certa insofferenza”. La vicenda di Piombino, quindi, promuove il primo cittadino, ma punta il dito sul sindacato, giudicato responsabile di torppa inattività di fronte alla vicenda Lucchini. Infatti, non sarebbe stato necessario un gesto così eclatante di Anselmi se la situazione in città non fosse stata più che esplosiva.

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