Più di 100 dipendenti della Provincia il 19 ottobre a Firenze insieme a quelli delle altre Province toscane per chiedere garanzie su lavoro e servizi

UN GIORNO DI FERIE PER DIFENDERE IL MIO LAVORO E I SERVIZI AI CITTADINI…È lo slogan della manifestazione promossa dalla Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil per richiamare l’attenzione della Regione sul destino dei dipendenti delle Province della Toscana, alla quale verdì 19 ottobre parteciperà anche una nutrita delegazione dei dipendenti della Provincia di Grosseto. Ameno un centinaio secondo le previsioni del sindacato, che metterò a disposizione gli autobus per raggiungere il capoluogo. «La situazione è tutt’ora molto confusa e c’è una grande preoccupazione – spiegano dal sindacato – Per questo i lavoratori hanno di deciso di “dedicare” un giorno delle loro ferie a difendere il proprio futuro e il futuro dei servizi sul territorio. La Rsu e le Organizzazioni sindacali ringraziano fin da ora le lavoratrici e i lavoratori che con la loro presenza daranno forza all’iniziativa, ma anche quanti, pur volendo partecipare, saranno presenti il 19 sul luogo di lavoro per garantire la continuità del servizio». Gli autobus partiranno alle ore 7.00 da Grosseto – parcheggio antistante al cinema Planet. Quanti non si siano ancora iscritti possono farlo fino al giorno prima della manifestazione rivolgendosi ai delegati sindacali e rappresentanti RSU nei luoghi di lavoro. Documento Rsu La RSU della Provincia di Grosseto condivide la posizione di CGIL CISL e UIL Regionali di categoria che il cosiddetto riordino delle Province non assicurerà una diversa architettura istituzionale, più efficiente e più efficace di quella vigente, e non porterà a risparmi certi a fronte di servizi invariati ai cittadini. Come già dichiarato in occasione della riunione del personale del 18 settembre, la RSU ritiene che si stia subendo un riordino incoerente sia nei tempi, sia nei modi che nei contenuti, su cui il dibattito politico – a tutti i livelli – ha prodotto finora esiti deludenti e incapaci di fare dovuta chiarezza. Si è assistito negli ultimi due mesi esclusivamente a diatribe estemporanee sui confini e sui capoluoghi piuttosto che sulla effettiva riorganizzazione dei servizi erogati dalle Province. Questioni di campanile che si sono tradotte nell’incapacità della politica a formulare anche solo una unica ipotesi di accorpamento territoriale nell’ultimo consiglio delle autonomie locali tenutosi il 2 ottobre scorso. Nessuno si è minimamente preoccupato di chiarire cosa faranno le nuove province e, conseguentemente, di spiegare le modalità con le quali si garantiranno ai cittadini i servizi finora espletati dalla provincia e di dare al personale garanzie di futuro. È con la consapevolezza che tutti i lavoratori delle province toscane sono una risorsa importante per il mantenimento dei servizi ai cittadini – una risorsa che non deve essere dispersa – che la RSU chiede alle lavoratrici e ai lavoratori di partecipare al presidio di venerdì 19 ottobre alle 10 davanti alla Presidenza della Giunta regionale. Un presidio per richiamare l’opinione pubblica ad una riflessione sulla opportunità del percorso di riordino istituzionale scelto e sulla volontà e capacità della classe politica locale di individuare soluzioni. Un presidio per dare forza a chi da tempo sta chiedendo alle istituzioni l’apertura di un tavolo di discussione che affronti le questioni del personale e dei servizi ai cittadini, per chiedere le necessarie garanzie che – a prescindere dal numero e dai confini delle nuove province- i servizi non diminuiranno in quantità, qualità e diffusione nei territori. Per questo la RSU chiede ai lavoratori di “dedicare” un giorno di ferie per difendere anche il proprio posto di lavoro. Oggi a maggior ragione alla luce del fatto che il Consiglio regionale che dovrà decidere si terrà il 22 ottobre. Perché non tornare a credere che il risultato possa dipendere da tutti noi e dalla forza numerica di una mobilitazione per difendere diritti individuali e collettivi? I lavoratori della Provincia non hanno altri strumenti di pressione, se non quello di prendere l’iniziativa. Oppure si pensa davvero che qualcun altro si preoccuperà per la nostra sorte?

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…SE NON ORA, QUANDO? CGIL Grosseto

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