Marsala: alunna violentata per anni. Preside e bidello in manette

di Marco Norcini

La preside ed un bidello di una scuola di Marsala sono stati arrestati stamani dalla Squadra mobile di Trapani per violenza sessuale su una ragazza minorenne. La preside e il bidello lavorano all’Istituto “Rubino” di Marsala che si occupa di assistere anche studenti disagiati, su segnalazione del Tribunale dei minori di Palermo. I due sono indagati per il reato continuato di violenza sessuale di gruppo aggravata in danno di minorenne. L’articolata attività di indagine espletata dal personale dipendente ha consentito di ricostruire una triste vicenda di abusi che sarebbero stati perpretati congiuntamente da una preside dell’Istituto scolastico marsalese e da un bidello ed avvenuti per anni all’interno di detto Istituto (dal 2004 al 2009). Gli agenti hanno accertato, infatti, che negli anni di frequenza nella scuola, la ragazzina in reiterate occasioni era stata invitata, secondo una prassi consolidata, dalla preside dell’istituto nella sua stanza, ove sopraggiungeva anche il bidello. In quei locali la minore sarebbe stata sottoposta ad atti sessuali posti in essere contemporaneamente dal bidello e dalla preside. Acquisita la grave notizia, che infine veniva confidata dalla minore ad un amico di famiglia, il personale della III Sezione della Squadra Mobile della Polizia di Trapani si attivava prontamente per acquisire i riscontri necessari e ricostruire gli accadimenti. L’audizione protetta della vittima, cui partecipava il Dott. Petralia ed attraverso la quale si acquisivano utili elementi di indagine, avveniva all’interno della stanza “Arcobaleno”, locale di questa Squadra Mobile appositamente realizzato per escutere con il dovuto supporto psicologico i minori presunti vittime di abuso sessuale. Rilievo assumeva nell’indagine anche la collaborazione prestata dai Servizi Sociali del Comune di Marsala, da cui si ricavavano utili informazioni. In ultimo, si rappresenta che in data odierna sono state effettuate anche perquisizioni al fine di acquisire ulteriori elementi di interesse investigativo. Gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione dei Servizi sociali del Comune di Marsala, che hanno fornito “elementi utili alle indagini”. Gli indagati sono stati posti agli arresti domiciliari.

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