Truffe e frodi fiscali, otto imprenditori finiscono in manette

Otto ordinanze di  custodia cautelare, quattro in carcere e quattro ai domiciliari, sono state eseguite dalla squadra mobile della questura di Perugia al termine di un’indagine che ha portato dietro le sbarre, tra gli altri,  un imprenditore di origini campane e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alle truffe e alle frodi fiscali, appropriazione indebita, falso e false fatturazioni.     Oltre all’esecuzione delle ordinanze cautelari, gli uomini della squadra mobile della questura di Perugia coordinati da Marco Chiacchiera hanno anche eseguito perquisizioni e sequestri a Perugia, Napoli, Avellino e Belluno. Secondo quanto ricostruito dall’indagine della Mobile, l’imprenditore napoletano insieme ad altri imprenditori, a funzionari di istituti di credito, un architetto e un commercialista, avevano dato vita ad una vera e propria organizzazione per frodare le banche e arricchirsi. Oltre a conti correnti, sono stati sequestrati anche degli immobili.    L’indagine della squadra mobile  aveva preso il via da una costola dell’inchiesta per presunti appalti pilotati alla Provincia di Perugia. In particolare era stato l’interessamento all’acquisto della Seas di Umbertide, all’epoca commissariata, a far drizzare le orecchie agli investigatori. Ma c’erano state anche altre operazioni sospette a far ipotizzare agli agenti un giro molto grosso di denaro sporcoTanti documenti   infatti nel dicembre del 2010 gli uomini della mobile avevano acquisito tre metri cubi di documenti per verificare le loro ipotesi accusatorie. Documenti che, visti gli sviluppi dell’indagine, devono aver portato gli investigatori a trovare il bandolo della matassa con cui questo gruppo di imprenditori e colletti bianchi compiacenti, truffava banche per accumulare denaro sporco.

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