Ior, “paradisi” fiscali e mazzette. In manette un prelato, uno 007 e un broker

soldiOrdinanza di custodia cautelare in carcere del GIP di Roma nei confronti di un ecclesiastico , di un militare distaccato presso l’AISI e di un broker finanziario per i reati di corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, calunnia

Questa mattina i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della Procura di Roma, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, dott.ssa Barbara Callari, nei confronti di tre persone, Nunzio Scarano, Giovanni Zito e Giovanni Carenzio, indagate per una serie di gravi reati – corruzione per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, truffa aggravata ai danni dello Stato, calunnia – commessi nell’ambito di un tentativo di illecita importazione dalla Svizzera di ingentissime somme di danaro in contanti, da ritenere frutto di evasione fiscale.

Il primo degli arrestati è Monsignor Nunzio Scarano, ecclesiastico che riveste un ruolo di rilievo in seno all’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) come responsabile della contabilità analitica dell’Amministrazione. Il secondo, Giovanni Zito, è un sottufficiale dei Carabinieri, all’epoca dei fatti distaccato ai Servizi di informazione e sicurezza (AISI) , operante presso il Ministero Affari Esteri. Il terzo, Giovanni Carenzio, è un broker finanziario, attivo in campo internazionale, con sede degli affari nelle Isole Canarie ed in Svizzera, dalla stampa spagnola indicato come persona avente un ruolo centrale nell’ambito di una recente indagine, tuttora in corso, condotta dalla magistratura delle Isole Canarie, per reati di truffa e appropriazione indebita, collegati alla sua attività di broker/promotore finanziario.

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La misura cautelare in carcere rappresenta l’epilogo di complesse e articolate indagini svolte dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, con il coordinamento dei magistrati del Gruppo Reati economici della Procura romana, in un arco di tempo di circa due anni. Le indagini hanno fatto emergere una complessa attività finalizzata a far rientrare in Italia dalla Svizzera – ove era custodita presso un istituto bancario – una enorme somma di danaro contante, dapprima individuata dai concorrenti in 40 milioni di euro e successivamente ridotta a 20 milioni di euro, sfruttando le potenzialità operative e la posizione istituzionale presso l’AISI dello Zito per eludere i controlli doganali aeroportuali.

In particolare lo Zito, sulla base di un accordo corruttivo con lo Scarano e con il Carenzio che prevedeva per lui un altissimo compenso per l’operazione illecita di rientro di capitali , ha noleggiato – in giorni nei quali figurava assente dal servizio per malattia – un aereo privato con pilota, atterrando con il Carenzio all’aereoporto di Locarno dove l’aereo ha sostato per alcuni giorni in attesa del ritiro della somma depositata presso una banca svizzera a nome del Carenzio, nella qualità di fiduciario dei reali proprietari. Per il deteriorarsi dei rapporti tra i soggetti coinvolti, l’operazione di rientro di capitali , pur dispendiosa ed accuratamente programmata in tutti suoi particolari (atterraggio in Italia, elusione dei controlli, trasporto della somma in macchina sino a Roma, a casa dello Scarano con scorta armata ) non è stata portata a termine.

Tuttavia lo Zito al suo ritorno a Roma ha richiesto ed ottenuto una almeno parziale corresponsione del compenso pattuito da parte dello Scarano ricevendo in pagamento da quest’ultimo due assegni bancari, il primo di 400 mila euro ( poi effettivamente incassato dallo Zito) ed il secondo di 200 mila euro (non incassato perché bloccato da una falsa e calunniosa denuncia di smarrimento dell’assegno stesso presentata dallo Scarano). A seguito della esecuzione delle misure sono in corso perquisizioni ed ulteriori indagini sulla titolarità dei capitali oggetto dell’operazione di importazione nonché sull’origine delle ingenti diponibilità finanziarie e immobiliari di Monsignor Scarano, titolare di rapporti finanziari presso l’Istituto per le Opere di Religione (IOR).

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