Roma Termini, Arrestato latitante in odore di ‘ndrangheta

Era ricercato dal dicembre 2012 il latitante Francesco Nirta, nato a Locri (RC) 26 anni fa, contiguo ad esponenti delle note cosche di ‘ndrangheta Nirta alias “Terribile” e Mammoliti alias “Fischiante”, è stato arrestato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma presso la Stazione Termini di Roma.

In particolare, nell’ambito delle ormai quotidiane attività di monitoraggio, tese a verificare la presenza di elementi, anche di spicco, di consorterie criminali sulla piazza capitolina, le Fiamme Gialle del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, dopo complesse attività dinamiche sul territorio e sfruttando sia la conoscenza degli ambienti criminali cittadini che, soprattutto, la specificità delle proiezioni operative del Goa (Gruppo Operativo Antidroga), individuavano il ricercato Nirta, che era sfuggito a un mandato di catrura per traffico di sostanze stupefacenti emessa, lo scorso 4 dicembre. Il provvodeimento era stato emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione indagini e udienze preliminari – ed in carico alla Squadra Mobile di Reggio Calabria e al Commissariato di Siderno.

Nel dettaglio, nonostante l’accorgimento di provare a confondersi con le migliaia di persone che, specialmente nel periodo estivo, affollano la Stazione Termini, Nirta non ha considerato la possibilità che, tra i pellegrini ed i turisti in visita alla Capitale, vi fossero infiltrati anche gli specialisti dell’antidroga.

Nirta, quindi, all’apparenza uno dei tanti giovani studenti fuori sede una volta fermato ha dichiarato, poi di essersi iscritto alla facoltà di Architettura dell’Università di Messina. A tradirlo, forse, l’abbigliamento ricercato e un vistoso e costosissimo orologio al polso. I militari hanno atteso così che il giovane salisse a bordo del treno per Reggio Calabria delle ore 13,45 diretto a Reggio.

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Dopo circa 10 minuti dalla partenza del treno, i Finanzieri in borghese, accertatisi della corrispondenza dei tratti somatici del ricercato, con i militari del Gico lo hanno fermato, chiedendogli i documenti. Nella circostanza, il Nirta ha fornito falsi documenti di un anonimo soggetto, nato a Polistena (RC) e ha affermato di tornare a casa per le ferie fin quando, messo alle strette, confermava le sue vere generalità.

Nel prosieguo, informata la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, diretta dal Procuratore Giuseppe Pignatone, è iniziata una serrata attività di analisi dei pochi elementi disponibili, al fine di individuare e sottoporre a perquisizione l’abitazione romana all’interno del quale il latitante aveva trovato riparo.

Dall’esame della scarna documentazione trovata in possesso del latitante si risaliva ad un’abitazione sita a Roma, via Manlio Torquato, immediatamente sottoposta a perquisizione. Nella stessa è stato rinvenuto un dispositivo elettronico per la ricerca di microspie. Il latitante è stato infine associato alla Casa Circondariale di Roma “Regina Coeli”, a disposizione delle Autorità Giudiziarie di Roma e di Reggio Calabria.

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