‘Ndrangheta, duro colpo della polizia nel Reggino al clan Gallico. Quattro arresti

polizia-operazione_notturna550Quattro persone sono state fermate dalla polizia all’alba di questa mattina tutti componenti della cosca di ‘ndrangheta dei Gallico, operante a Palmi e in altri comuni limitrofi, in provincia di Reggio Calabria. I fermati sono indagati di associazione di stampo mafioso, tentata estorsione aggravata nei confronti di commercianti ed imprenditori. Nel corso delle indagini, condotte dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dal commissariato di Palmi, è stato accertato che i soldi delle estorsioni erano usati dai Gallico per il sostentamento dei componenti del nucleo familiare, compresi i detenuti, per l’acquisto di beni mobili ed immobili e per l’avvio di attività commerciali.

L’attività investigativa è la naturale prosecuzione delle operazioni di polizia denominate “Cosa Mia I, II e III”, che a più riprese, dal 2010 in poi, hanno duramente colpito la cosca Gallico con l’arresto dei capi e di numerosi gregari.

Le indagini, si sono sviluppate anche grazie alle denunce di alcuni imprenditori e commercianti nei confronti di affiliati e componenti della famiglia dei Gallico che pretendevano somme di denaro dai due mila ai cinquemila euro ed anche assunzioni di loro familiari.

La caratura criminale del minore fermato dalla Polizia nell’ambito dell’operazione contro il clan Gallico di Palmi “non è affatto seconda a quella dei maggiorenni, proprio perché in virtù della sua personalità e parentele ha dimostrato una spiccata propensione a delinquere”. Lo ha detto il dirigente del commissariato di Palmi, il vice questore aggiunto Fabio Catalano. Il ragazzo avrebbe avuto un ruolo determinante nella commissione dei delitti, estorsioni e tentate estorsioni aggravate dalle modalità mafiose, svelati dall’indagine ed è accusato anche del reato di associazione mafiosa.

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La polizia ha intercettato una specie di primanota dei pagamenti potendo così tracciare la mappa delle attività estorsive della cosca Gallico. Nel corso delle indagini gli investigatori sono riusciti a intercettare, infatti, la lista delle estorsioni che alcuni detenuti avevano indicato ad alcuni parenti in libertà, affinché continuassero l’opera di raccolta del danaro illecito per il sostentamento della cosca.

E sarebbe stato lo stesso clan Gallico, secondo gli inquirenti, ad essere il responsabile della sparatoria contro il centro anziani avvenuto nel Catanzarese. Sono stati almeno cinque i colpi di pistola hanno raggiunto Massimo Merlino, il quarantenne ferito gravemente in un agguato compiuto ieri sera a Caraffa, in provincia di Catanzaro. Il killer ha agito a volto coperto, è entrato nel centro anziani del paese, scaricando la pistola contro il suo obiettivo, nonostante all’interno vi fossero tante altre persone. A quel punto si è scatenato il panico, con i presenti che si davano alla fuga. Immediato è stato l’intervento dei soccorsi, con un’ambulanza del 118 che ha trasportato Merlino in ospedale in gravissime condizioni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Girifalco e del Reparto operativo provinciale. Il bersaglio è il fratello di Luciano Merlino, ucciso lo scorso 5 settembre a Girifalco (Catanzaro).

Le indagini condotte dalla Compagnia dei carabinieri di Girifalco e dal Reparto operativo provinciale propendono per un legame tra il tentato omicidio di Caraffa e l’omicidio di Luciano Merlino, avvenuto a Girifalco. Quest’ultimo, secondo gli investigatori, sarebbe stato legato alle cosche del reggino Gallico e Condello ed aveva scontato una condanna per omicidio.

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