Frantoi nel mirino della Forestale. Smaltivano rifiuti illegalmente

Forestale olioDue frantoi oleari sono stati posti sotto sequestro dal personale del Corpo forestale dello Stato in seguito a dei controlli predisposti in occasione dell’avvio della stagione olearia. Le verifiche all’interno degli impianti hanno riguardato: la tutela della qualità dei prodotti, il corretto smaltimento delle sanze, lo smaltimento delle acque di vegetazione. Nel comune di Cosenza è stato posto sotto sequestro preventivo un frantoio che smaltiva illecitamente gli scarti di lavorazione. In particolare il personale dei Comandi Stazione Forestali di Dipignano, Mendicino e Rende, coordinati dal Nucleo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF), ha accertato che le acque di vegetazione delle olive, venivano illecitamente sversate ed abbandonate in modo incontrollato sul suolo di alcuni terreni posti a valle del frantoio, creando un accumulo di notevole estensione su di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Si è quindi provveduto al sequestro preventivo del frantoio e al deferimento all’ Autorità Giudiziaria dell’autore del reato. Nel comune di Mottafollone (CZ), il personale del NIPAF di Cosenza, ha rinvenuto all’interno di un impianto, un collegamento tra le vasche di decantazione e la rete fognaria pubblica. I Forestali hanno quindi contestato il reato di smaltimento illecito di rifiuti speciali e posto sotto sequestro il frantoio.

Altri 25 sequestri sono stati effettuati nella provincia di Latina

Si è svolta una vasta operazione di controllo, denominata “A macchia d’olio” effettuata dal Comando Provinciale di Latina del Corpo forestale dello Stato in 50 frantoi oleari, che ha portato complessivamente alla comunicazione di 29 notizie di reato e a 25 sequestri penali a causa dello smaltimento irregolare delle acque reflue all’interno dei frantoi. I sequestri hanno riguardato pozzetti di scarico, vasche di stoccaggio di acque di vegetazione e in un caso l’intero frantoio. I comuni interessati, tutti della provincia di Latina, sono: Priverno, Maenza, Sonnino, Roccagorga,  Prossedi, Cori, Roccamassima e Norma, Fondi, Itri, Lenola, Spigno Saturnia, Minturno e SS. Cosma e Damiano. L’attività, svolta dal personale del Comando Provinciale, del Nucleo Operativo Speciale di Cerasella e della Scuola di Sabaudia del Corpo forestale dello Stato, è stata suddivisa in tre grandi fasi, sulla base del numero di frantoi presenti sul territorio, coinvolgendo una forza operativa di circa 40 unità per ogni fase. Sono risultati irregolari la maggior parte dei frantoi, con riferimento alle modalità di smaltimento delle acque di vegetazione, spesso impropriamente convogliate insieme ad altre tipologie di acque, come quelle di lavaggio dei locali e quelle di prima pioggia. Sono stati ispezionati anche i pozzetti di scarico, con prelevamento di campioni, sottoposti successivamente all’esame dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio (ARPA), sezione di Latina.

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In alcune occasioni si è riscontrato che nei pozzetti di scarico venivano convogliate le acque di lavaggio delle olive senza preventivo trattamento e senza la prescritta autorizzazione allo scarico nella pubblica fognatura. Anche lo sversamento e lo smaltimento del percolato delle sanse e dei residui della decantazione delle acque di lavaggio delle olive è risultato irregolare rispetto alle disposizioni previste dal Testo Unico Ambientale. In altri casi è stato verificato come il sistema di scarichi delle acque reflue industriali dell’azienda fosse stato manomesso, con l’inserimento di illeciti punti di immissione delle stesse acque di vegetazione, nell’ambito della rete di raccolta delle acque meteoriche, causando la dispersione di rifiuti allo stato liquido sul suolo e nelle acque superficiali. Gli esiti analitici dei campioni prelevati nei pozzetti all’interno dei frantoi hanno evidenziato un superamento dei parametri fisico-chimici fissati per lo scarico in rete fognaria dal Testo Unico Ambientale. Le ipotesi di reato vanno dallo scarico senza autorizzazione, all’abb

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