Grosseto, la Asl nella bufera per il concorso di capo ufficio stampa

medici4E’ polemica sulla gestione schizzofrenica della sanità grossetana. A farlo notare è il consigliere di Ncd in Regione, Alessandro Antichi, dopo il bando emesso dalla Asl 9 di Grosseto di un quadro dirigenziale per addetto stampa. “Non si capisce – ha detto Antichi – come il direttore generale della Asl abbia un suo ufficio comunicazione, quando la tendenza di contenimento della spesa è quella di accentrare funzioni presso aree più vaste, addirittura per i servizi essenziali “. Non si capisce perché, prosegue Antichi, “…non si debba utilizzare servizi centralizzato anche quello della comunicazione”.

Ma uno dei fatti più inquietanti, e non è il primo che riguarda la Asl 9 e i rapporti con la comunicazione è che “questo concorso è stato indetto – spiega Antichi – quando ancora la Regione sta conducendo un’indagine sugli uffici stampa delle Asl locali. Ognuna di queste ha un suo servizio di comunicazione, il 22 luglio 2012, la giunta regionale ha avviato un’indagine conoscitiva, proprio per valutare la possibilità di costituire una rete e possibilmente di razionalizzare i costi. Nostante che l’indagine non sia terminata il direttore generale della Asl di Grosseto ha indetto il concorso”.

Già nel 2008, la Asl grossetana venne investita da molte polemiche riguardo il posto per addetto stampa. A quell’epoca, infatti, venne pubblicato un bando che non si preoccupava minimamente di citare la legge 150 che regola i rapporti tra enti pubblici e comunicazione. Non solo, le accuse che piovvero nei confronti della Asl, furono quelle di aver discriminato, in quella sede, alcune categorie di giornalisti, a vantaggio di altre. Infatti, il titolo preferenziale per accedere al concorso era quello di essere laureati in lettere e solo in subordine, quello di essere giornalisti. Venendo così meno le garanzie per altri professionisti della comunicazione in possesso di lauree diverse da quella di lettere.

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In consiglio, l’assessore alla sanità Marroni, ha risposto che l’azienda sanitaria di Grosseto ha ritenuto che la figura dell’addetto stampa, viste la dimensione e la rilevanza delle attività svolte, dovesse avere un profilo dirigenziale, supportare in maniera professionale i suoi compiti. La retribuzione lorda è pari a 44.354 euro l’anno, mentre la retribuzione di risultato seguirà la contrattazione aziendale”.

Marroni ha aggiunto che l’assunzione non comporterà nessun onere aggiuntivo per l’azienda, perché la figura di dirigente dell’ufficio stampa è già presente in organico. Più in generale, Marroni ha rilevato che, in seguito ad una specifica decisione della Giunta regionale, sono stati effettuati incontri con gli addetti stampa delle aziende e le direzioni aziendali, per costruire un percorso condiviso per garantire qualità ed uniformità del servizio su scala regionale. “Sto curando personalmente tale processo – ha concluso l’assessore – nell’ambito del quale si sta valutando anche l’opportunità di una rete di comunicazione di area vasta, che superi, integrandolo, il livello aziendale”.

Il consigliere Alessandro Antichi si è dichiarato insoddisfatto della risposta di Marroni. “Non è stato colto il senso dell’interrogazione – ha osservato –. I direttori generali delle aziende non sono assessori provinciali alla sanità e non hanno necessità di tali figure professionali, anche se di fatto si comportano come organi di indirizzo politico”. A suo parere, inoltre, la Giunta regionale stessa si è resa conto del problema ed ha istituito una cabina di regia, che però non è riuscita neppure ad impedire che il concorso fosse bandito.

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