Livorno, scoppia il pasticcio delle case popolari, punteggi assegnati e poi di nuovo tolti

Intanto famiglie e bambini vengono messi per strada

Troppi cuochi in cucina, con improprie invasioni di campo. Tre per la precisione i cuochi, che hanno confezionato il pasticcio (anche di competenze) la Commissione Comunale istituita per legge, con il compito di formare la graduatoria dei richiedenti case popolari, l’ASL con il compito di verificare la reale situazione alloggiativa della famiglia (se è impropria, antigienica, sovraffollata, etc..) e la Procura della Repubblica, che per la verità non ha compiti specifici in materia, e poco sembra entrare nel lavoro di istruzione della graduatoria, fatto salvo il compito di perseguire reati, con avviso di garanzia per l’indagato, ma in sede appropriata. Che non è, almeno così ci pare, la sede comunale.

Esaminiamo i fatti: sette famiglie sistemate per proprio conto, in un alloggio improprio, fanno domanda di casa popolare, e certificano debitamente la loro situazione, tanto da veder riconosciuta la loro disagiata condizione abitativa, con un alto punteggio nella graduatoria provvisoria. Decorso il termine per i ricorsi dei concorrenti, avverso al punteggio assegnato, ricorso che può essere accettato o respinto a norma di legge, la graduatoria definitiva, dovrebbe avere come unica sorpresa, il risultato dei sorteggi. Non sono previsti ripensamenti, riguardo a punteggi già assegnati e debitamente documentati. Dunque la prima gravissima anomalia, è proprio questa, di non aver contestato il punteggio o addirittura i titoli per fare domanda in sede provvisoria, dando ai concorrenti possibilità di ricorso, modificando la posizione nella graduatoria definitiva, senza che nel frattempo fossero intervenute modifiche nelle condizioni soggettive o oggettive.

Atto gravissimo e privo di precedenti. Ovviamente non è stata prodotta nessuna dichiarazione mendace, e l’ASL non ha potuto che confermare la precarissima condizione alloggiativa, come previsto dalla legislazione vigente, in materia di assegnazione. Se esaminiamo l’art. 9 che rimanda alla tabella B della LR 96 del 96, al punto b1.1 si chiarisce bene la condizione di ALLOGGIO IMPROPRIO. Ora che si chieda il contratto d’affitto per grotte, caverne, scantinati, roulotte, magazzini, scuole abbandonate, usate impropriamente come abitazioni, per gli sfortunati che non si possono permettere un appartamento di civile abitazione, è un tale paradosso, che al legislatore, non è proprio venuto in mente di chiederlo nella documentazione, che dunque non è mancata perché non prevista. Ma questa incredibile situazione nasconde anche un giallo.

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Abbiamo appena confermato che le famiglie in questione, e non solo queste, si sono sistemate, per proprio conto, trovando riparo per se e i propri figli, in strutture vuote e dismesse ASL di proprietà regionale, lo hanno fatto in stato di gravissima necessità a seguito di esecuzione con forza pubblica per morosità incolpevole, dopo molti rinvii ottenuti con i nostri picchetti antisfratto, e in assenza di soccorso da parte delle istituzioni, (oggi possibile grazie alla L.R 75/12 e legge nazionale 124/13).

Non ci risulta in alcun modo, che la proprietà pubblica abbia sollecitato lo sgombero, e del resto siamo certi, in caso contrario nessuno avrebbe fermato l’esecuzione dello sgombero, minori inclusi. Nessuna delle famiglie in questione, per quanto ne sappiamo, ha ricevuto un avviso di garanzia per occupazione d’immobile, mentre paradossalmente l’hanno ricevuto i ragazzi dell’ex caserma Del Fante, che non ci abitano. Per cui siamo un po’ confusi, sull’operato della magistratura, che ci pare di difficile comprensione. Comunque sia, avendo istruito le domande per conto dei nostri iscritti, avendoli mandati a chiedere i sopralluoghi di convalida dall’ASL, di cui abbiamo preso visione, prima che venissero consegnati, oggi ci impegniamo a difendere il legittimo interesse disatteso, e consideriamo irricevibile una lettera di spiegazioni che non spiega ne giustifica un comportamento in totale spregio della L.R. 96.

Stabiliremo con il comitato sfrattati e la direzione dell’Unione Inquilini, come procedere, e attiveremo i nostri avvocati per contestare la detrazione del punteggio a nostro avviso del tutto illegittima. È nostra ferma intenzione non bloccare la graduatoria che ha già subito gravi ritardi, salvo necessità per la salvaguardia dei diritti negati, chiediamo solo il ripristino del punteggio ottenuto in via provvisoria che non è stato dunque oggetto di ricorso o contestazione in quella che sarebbe stata la sede naturale.

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Daria Faggi – Paolo Gangemi

Unione Inquilini Livorno

viaUnione Inquilini.

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