Prato, ecco come la ‘ndrangheta riciclava il denaro sporco delle cosche

Operazione anti ‘ndragheta in provincia di Prato, a Poggio a Caiano. La Dia, ha portato a termine, con gli uomini della Guardia di Finanza, un sequestro per 4 milioni nei confronti di Sante Pisani, 65 anni, originario della Piana di Gioia Tauro. gli uomini della Dia hanno attenzionato terreni, quote societarie, conti correnti e immobili, compresa una villetta e una lavanderia a Poggio a Caiano.

dia-palermoPisani era già finito in manette nel 1993 e accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alle truffe e al riciclaggio di denaro sporco. Il maxi-sequestro nei confronti dell’imprenditore calabrese Pisani, che si era trasferito con la famiglia a Poggio a Caiano negli anni ’90, aveva mantenuto la residenza nel comune del Pratese fino al 2012, per poi fare ritorno nel Comune di origine.

I sequestri sono stati effettuati nelle province di Prato, Ferrara, Cosenza e Reggio Calabria, sulla base di un decreto di sequestro emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del tribunale reggino e sono relativi ad abitazioni, terreni, quote societarie e conti correnti. Secondo la Dia Sante Pisani sarebbe diventato il referente economico-finanziario di alcuni boss della criminalità organizzata calabrese, quali le famiglie Pesce e Bellocco di Rosarno.

Dalle indagini e dalla documentazione fiscale e bancaria, Pisani è indiziato di aver intessuto legami con le ‘ndrine calabresi con la “specializzazione” nel riciclare notevoli somme di denaro frutto da proventi criminali, quali truffe all’Unione Europea per contributi elargiti ad aziende e cooperative agricole della Calabria, ottenuti grazie a false documentazioni e collusioni con impiegati pubblici della Regione Calabria.

Già nel 1993, Pisani finì in manette proprio a Poggio a Caiano, e allora le accuse furono analoghe. Il blitz, portato a termine allora dai carabinieri del Ros, fece finire dietro le sbarre altre quattro persone, tra cui la moglie e il cognato di Pisani. In quell’occasione vennero messi i sigilli a diversi immobili per un valore che allora si aggirva intorno ai 10 miliardi di lire.

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Lo stesso decreto di sequestro notificato ieri ha riguardato anche il figlio di Sante Pisani, Vittorio Pisani, avvocato, arrestato nel febbraio del 2014 nell’operazione Onta, per aver favorito la ‘ndrina Bellocco.

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