Grasso: “Provvedimenti più seri contro la violenza mascherata da tifo”

pietro grassoL’ordine pubblico non lo si decide da casa o via internet, spetta al prefetto e al questore valutare la situazione e prendere le decisioni giuste per la miglior gestione dell’ordine pubblico a salvaguardia di tutti. E con 70.000 persone chiuse e in tensione in uno stadio sono state le autorità competenti a decidere di far giocare la partita. Questa scelta è avvenuta dopo che è stata confermata la notizia che il tifoso del napoli ricoverato era grave ma vivo, e questo è stato riferito a entrambe le tifoserie.

Nonostante la voglia di andarmene, sono rimasto perché ero tenuto a premiare, per rispetto ai milioni di tifosi perbene, e perché credo sia giusto essere dalla parte di chi ha la responsabilità e il dovere di far si che tutto possa svolgersi per il meglio. Dalla mia faccia era evidente il disagio e il disgusto per una situazione paradossale.
Sono addolorato per l’offesa alla memoria del poliziotto Filippo Raciti e ai suoi familiari, che provoca in me lo stesso sdegno e la stessa rabbia degli applausi dei giorni scorsi. Due facce della stessa medaglia di inciviltà e di violenza: nessuno può permettersi di inneggiare a chi è condannato per omicidio.

Il responsabile della sparatoria, un criminale non appartenente alle tifoserie delle due squadre in campo, è già stato arrestato con una accusa di tentato omicidio. E’ comunque urgente prendere le infiltrazioni criminali nelle curve e i movimenti estremisti che sfruttano gli eventi per creare disordine, e per una gestione completamente diversa dentro e fuori gli stadi, come già fatto in altri paesi.

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