Imposimato: “Il Governo Renzi non vuole fare la lotta alla corruzione”

Imposimato-Ferdinando[1]Il Governo Renzi non vuole fare la lotta alla corruzione recuperando i 60 miliardi di euro all’anno frutto della corruzione , che servirebbero ai lavoratori e ai giovani assicurando loro molto più dei fantomatici ottanta euro . La corruzione è un cancro che si manifesta anzitutto con la moltiplicazione dei costi delle grandi opere pubbliche . Il Presidente Renzi ha ignorato ciò che ha scritto la Commissione Europea , nella relazione 3 febbraio 2004 al Parlamento Europeo : in Italia “nelle grandi opere pubbliche la corruzione è stimata ben il 40% del valore totale dell’appalto ( Corte Conti ) Grandi opere di costruzione come quelle per la ricostruzione a L’Aquila dopo il terremoto 2009, per l’Expo Milano 2015 o per la futura linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino Lione sono viste, nella sfera pubblica, come particolarmente esposte al rischio di distrazione di fondi pubblici e infiltrazioni criminali. L’Alta Velocità è tra le opere infrastrutturali più costose e criticate per gli elevati costi unitari rispetto a opere simili. Secondo gli studi dell’ingegnere Ivan Cicconi autore del Libro Nero della TAV , l’Alta Velocità in Italia è costata 47.3 milioni di euro al chilometro nel tratto Roma Napoli, 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79.5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96.4 milioni di euro tar Bologna e Firenze , contro gli appena 10 .2 milioni di euro al chilometro della Parigi Lione, i 9.8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9.3 milioni di euro della Tokio- Osaka ( Relazione C E al Parlamento Europeo 3.2.2014 p 13) In totale il costo medio dell’Alta Velocità in Italia è stimato a 61 milioni di euro al chilometro. Una somma di circa sei volte superiore a quella spesa per la Parigi Lione, della Madrid – Siviglia e per la Tokio-Osaka”.
D’altra parte la relazione dello scrivente in Commissione Parlamentare Antimafia del 1996 sull’Alta Velocità e sui suoi costi enormi rispetto alla somma impiegata realmente fu insabbiata per volontà di quasi tutte le forze presenti in Commissione. E non fu mai discussa neppure in seguito
E dunque la Commissione Europea aveva già segnalato nel febbraio 2014 che Expo Milano era opera esposta a rischio corruzione . Ma il Governo è rimasto impassibile rispetto a questa denunzia
Ebbene , che fa il Governo italiano? Assolutamente niente per correggere l’anomalia denunziata dal Presidente Raffaele Cantone, circa la gestione degli appalti Expo. Il Presidente dell’Autorità anticorruzione , il 13 maggio 2014, ha dichiarato al Corriere della Sera che l’inchiesta Expo 2015 ha rivelato vecchi costumi e nuovi appetiti, e che “ la corruzione è il male italiano, perfino superiore a quello della criminalità organizzata” E ha aggiunto che crede nella prevenzione, che però si applica a un organismo sano. Mentre EXPO 2015 si è rivelato un organismo malato, denunciando “ una evidente anomalia”, con “Infrastrutture Lombarde”, “una società privata che gestiva la stragrande maggioranza degli appalti pubblici” E ha concluso “ Mi stupisco dello stupore per quello che è accaduto. Non mi sembra del tutto inatteso”.
La sola cosa da fare è stabilire per legge, fin da subito, con un decreto legge ponendo la fiducia, un controllo pubblico della Corte dei Conti ex ante su tutte le società partecipate con capitale pubblico in tutto o in parte, tra cui la Expo-Milano. Sono soldi dei cittadini e vanno protetti.
Condivido la critica durissima che Raffaele Cantone, chiamato da Renzi a vigilare sull’Expo, al ddl anticorruzione in corso di approvazione in Parlamento preparato dal Presidente Piero Grasso. Basta, dice Cantone, con le “leggi fatte solo sull’onda dell’emergenza”. Con quello che sta accadendo in Parlamento, ha aggiunto il presidente dell’Autorità anticorruzione, “alla fine avremo l’ennesima legge spot”. Il magistrato ha più tardi smentito di aver definito “gravissimo”, come avevano riportato alcune agenzie di stampa, quanto sta avvenendo in merito al Ddl. Il Presidente Grasso si difende dicendo che il disegno di legge è stato stravolto. In verità anche nella versione originaria non serviva a niente ; era acqua calda, una legge che lasciva intatti i meccanismi anticorruzione; ha perfettamente ragione Raffaele Cantone.

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