Hacker, 100 arresti in Europa, 13 denunce in Italia

Blitz dell’Europol contro gli hacker che utilizzavano il malware conosciuto come ”Blackshades”, attraverso il quale si cercava di estorcere denaro ai proprietari dei computer ”infettati”. Circa cento persone sono finite in manette, dopo un’indagine che ha riguardato 16 diversi paesi, secondo quanto riferito in un comunicato congiunto di Europol ed Eurojust. Migliaia di persone in tutto il mondo avevano acqusitato il BlackShades RAT Cyber computer(Remote Access Tools), un software che puo’ essere usato per prendere il controllo della webcam di un utente o di tutto il computer, criptarne i contenuti e chiedere un ”riscatto” per sbloccarli. In due giorni, la polizia europea e l’FBI americana hanno perquisito 359 abitazioni, effettuato 97 arresti e sequestrato denaro contante, armi, droghe e un migliaia di apparecchiature per lo storaggio dei dati. I raid hanno riguardato Olanda, Belgio, Francia, Germania, Gram Bretagna, Stati Uniti, Canada, Cile, Svizzera e Italia, dove il servizio anticrimini informatici della Polizia postale ha identificato e denunciato a piede libero 13 persone, sequestrando numerosi computer.

Tredici persone sono state denunciate dalla polizia postale – Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche – Cnaipic – durante l’operazione che si è conclusa stamattina e che ha coinvolto quasi tutta l’Italia. I denunciati sono pirati informatici che, dopo essersi procurati un malware, denominato “blackshades”, avevano messo in piedi una serie di Botnet, ovvero reti di pc infetti che venivano utilizzati per compiere attacchi informatici, sottrarre informazioni e dati sensibili.

L’operazione, iniziata nel 2010, è frutto di una collaborazione internazionale con l’Fbi ed Europol. L’analisi dei dati ha permesso di identificare 13 persone, altamente preparate dal punto di vista tecnico-informatico, alcune delle quali con precedenti per reati informatici. I denunciati sono accusati di accesso abusivo a sistema informatico, detenzione abusiva di codici di accesso a sistema informatico, diffusione di programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico, intercettazione di comunicazioni telematiche.

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Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati numerosi computer e altri dispositivi. L’operazione è stata condotta in diverse città italiane con l’ausilio dei compartimenti della polizia postale e delle comunicazioni di Roma, Firenze, Napoli, Palermo, Catania, Milano, Venezia, Trento e Trieste, ed il coinvolgimento delle sezioni di Latina, Messina, Vicenza, Bergamo, Enna, Bolzano, Gorizia e Frosinone.

Il software “blackshades” viene venduto in Internet e pubblicizzato come prodotto che consente di avere il controllo dei Pc di una rete, con lo scopo di facilitare l’attività di amministrazione degli stessi. In realtà, oltre alle funzioni che potrebbero essere lecite se finalizzate alla amministrazione di una rete di computer, il programma, che può essere reso invisibile agli antivirus tramite cifratura, dà la possibilità di acquisire il pieno controllo dei Pc di ignari utenti, attivarne le webcam, i microfoni fino ad intercettare ciò che viene digitato sulle tastiere.

In questo modo si realizzano vere e proprie Botnet, ovvero reti di computer “zombie” controllate da un amministratore occulto il “Botmaster” utilizzate per effettuare attacchi informatici di varia natura.

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