il Veneto chede aiuto ai presidi: “Tornate a insegnare l’educazione civica”

Una volta la chiamavano educazione civica e la insegnavano fin dalle scuole medie. Poi con la macelleria a marchio Moratti e Gelmini queste materie sono sparite. L’obiettivo? Abbassare il livello di qualità e intellettivo delle future generazioni. Ottenere da un popolo una plebe, dalle masse con un senso critico a singoli individui informi nel pensiero e disinteressati, pronti ad accettare tutto tutto dal padrone, solo perché è il padrone a farlo; era questo l’obiettivo.

insegnante scuolaPeccato che proprio da destra arrivi l’autocritica, dalla diseducazione si arriva all’illegalità e dall’illegalità all’insicurezza. E proprio in questa direzione che Assessore regionale all’istruzione del Veneto, Elena Donazzan, ha inviato a una lettera, a tutti i dirigenti scolastici delle scuole del Veneto per invitarli “ad inserire nei programmi didattici del prossimo anno scolastico tre importanti tematiche legate all’educazione civica: la legalità, la cultura del lavoro e la Grande Guerra”.

“La legalità – scrive Donazzan, smentendo tutto il programma di distruzione delle coscienze della destra – per comprendere l’importanza del rispetto delle regole che diventa rispetto per l’altro e impegno per il bene comune. Il lavoro, su cui la nostra stessa Repubblica si fonda e la cultura del lavoro pilastro della vita in Veneto e caratteristica stessa della nostra comunità. La Grande Guerra per ricordare e commemorare, in occasione del suo centesimo anniversario, quanto i nostri padri hanno vissuto e sacrificato per quello che noi siamo, o dovremmo essere, per costruire una Italia unita oggi così lontana dal quel sogno di Patria. Dal 1915 al 1918, con la Vittoria di Vittorio Veneto sul nostro territorio veneto si sono rappresentati i fatti più salienti della storia d’Italia tralasciati colpevolmente dall’approfondimento scolastico”.

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Convinto appoggio all’iniziativa arriva dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che, in particolare, evidenza l’urgenza e la necessità di rispondere all’ ”emergenza corruzione” che minaccia di corrompere il tessuto sociale del Paese. “Deve partire dalla scuola un’iniziativa educativa incisiva contro la dis-cultura della furbizia, che sembra aver preso piede in modo allarmante nel costume e nella cultura e che genera corruzione individuale oltre che sociale”.

“La Regione, all’apertura del prossimo anno scolastico, sarà a fianco dei dirigenti e degli insegnanti – assicura Zaia – per favorire in ogni modo la realizzazione di una campagna di educazione al rispetto delle norme e della legalità rivolta ai nostri bambini e ai nostri ragazzi che ci chiedono proprio questo: certezza delle regole, rispetto delle regole e dei valori che ci diamo tutti assieme per vivere tutti assieme. Basti pensare alle cinture di sicurezza nelle auto: quante volte sono stati i nostri figli a dirci, ricordarci, di allacciarle perché così era stato loro insegnato a scuola come cosa giusta da fare?”.

Dal canto suo, l’Assessore Donazzan fa presente che l’iniziativa della Regione “si inserisce in quanto ha previsto la riforma Gelmini sulla scuola con il ritorno”, sostanzialmente, a quella che un tempo era chiamata “educazione civica”, cioè quegli insegnamenti e approfondimenti che, a partire dalla Costituzione, dovrebbero tendere alla creazione del senso di appartenenza alla nostra comunità sociale.

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