Vertenza Thyssen, consegnato il dossier al ministro Lanzetta. Cgil: il Governo chiami in causa quello tedesco

“È importante l’interlocuzione diretta del Governo con i vertici della ThyssenKrupp, a causa dell’aggravarsi della situazione all’Ast di Terni”. Lo sottolinea l’assessore regionale alle Riforme, Fabio Paparelli, rendendo noto che stamani, insieme alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, hanno sottoposto la questione al ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, a Perugia per partecipare a un seminario sulle riforme istituzionali. La presidente Marini ha consegnato al Ministro un dossier sulla vertenza Ast.
acciaieria thyssen“Gli ultimi sviluppi della vertenza – sottolinea Paparelli – richiedono la massima attenzione da parte del Governo che si aggiunga alla già importante azione svolta al tavolo istituzionale. Se da un lato è importante l’intervento odierno del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi nell’incontro avuto con l’amministratore delegato dell’Ast, la quale ha accolto le richieste di sospensione degli atti riguardanti la contrattazione aziendale e la procedura di mobilità, in vista del Tavolo convocato, dall’altro è necessario che la vicenda sia collocata alla giusta dimensione che non può che essere quella europea”.
Nel ribadire la vicinanza delle istituzioni ai lavoratori dell’Ast, l’assessore Paparelli rileva come sia una battaglia a salvaguardia dei livelli occupazionali e della produzione non solo delle acciaierie ternane, ma dello stesso comparto dell’acciaio in Italia. Da qui l’auspicio che, ancora prima della visita del presidente del Consiglio dei Ministri Renzi all’Ast di Terni, si mantenga un filo diretto di confronto con la multinazionale affinché la difesa del polo siderurgico ternano possa essere presto affrontata e risolta, con il contributo determinante dell’Europa.

Ast: Cgil, bene rinvio, governo italiano chiami in causa quello tedesco
“Registriamo positivamente la decisione di sospendere gli atti unilaterali, riguardanti la contrattazione aziendale e l’annunciata procedura di mobilità, da parte dell’azienda, ma per offrire una prospettiva risolutiva alla Acciai Speciali Terni, insieme alle dovute garanzie per il futuro dello stabilimento, il governo italiano deve chiamare in causa direttamente quello tedesco”. Lo afferma in una nota la Cgil. “Grazie alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, e all’impegno delle organizzazioni sindacali, – prosegue il sindacato di Corso d’Italia – si è infatti arrivati al blocco dello sciagurato piano annunciato dall’azienda, con il rinvio al prossimo 4 settembre del tavolo di confronto sul piano industriale”. “Quello raggiunto oggi – sottolinea la Cgil – è solo un primo parziale risultato. Il primo impegno che il governo italiano deve ora assumere è quello di chiamare alle proprie responsabilità, direttamente al tavolo della trattativa, i vertici della ThyssenKrupp e non solo la direzione aziendale della Ast. La vertenza, poi, deve assumere carattere europeo e inserirsi in una strategia complessiva che riguardi il ruolo della siderurgia, in Italia come in Europa”. Il nostro paese “e in primo luogo il nostro governo – aggiunge il sindacato – deve salvaguardare questo segmento cruciale del sistema industriale, offrendo soluzioni alla Ast di Terni, così come alla Lucchini di Piombino e all’Ilva, e deve farlo imponendo la sua autorevolezza nel confronto con l’Europa e la Germania in particolare”. Un impegno dovuto – rimarca la Cgil -, “specie dopo il ruolo giocato dall’Antitrust europeo nella vicenda del ritorno di Ast nel gruppo ThyssenKrupp, dopo il passaggio in Outokumpu, che sta con tutta evidenza segnando l’evolversi di questa vicenda”. C’è il bisogno urgente – conclude la Cgil – “di un ruolo di primo piano da parte del governo. Il tempo conquistato dai lavoratori deve servire per offrire alla Ast una prospettiva di rilancio, quota parte di una strategia che metta al centro la siderurgia e, per questa via, l’industria e il lavoro”.

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Partecipate thyssen, regione e istituzioni locali chiedono stop alla procedura incorporazione senza confronto
Vengono giudicate “gravi” dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, dal presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, e dal sindaco della città, Leopoldo Di Girolamo le azioni che in questi giorni l’amministratore delegato di AST, Lucia Morselli, sta mettendo in atto, volte allo scioglimento dei consigli di amministrazione di tutte le società del gruppo AST, in quanto “esse rischiano – affermano congiuntamente Marini, Polli e Di Girolamo – di compromettere definitivamente le prospettive future e di mercato di alcune delle società”.
La presidente Marini, il presidente Polli ed il sindaco Di Girolamo ricordano che “dopo l’incontro avuto con ThyssenKrupp in presenza dei rappresentanti del Governo, sede nella quale si era definito inaccettabile il piano industriale presentato dalla multinazionale, si era, invece, definito un percorso di confronto, che non è avvenuto, che non pregiudicasse l’assetto di autonomia organizzativa e gestionale di tutte le società interne al perimetro industriale ed integrato delle Acciaierie di Terni”.
“In particolare – affermano – per la Società delle Fucine, il Tubificio e Aspasiel sarebbe opportuno prima di procedere allo scioglimento dei rispettivi consigli di amministrazione e all’incorporazione, favorire un piano industriale che dia futuro occupazionale ed anche di mercato alle società stesse”.

“Sorprende peraltro che la decisione di AST di incorporare Aspasiel – aggiungono Marini, Polli e Di Girolamo – , che è pure legittima per quanto attiene la struttura interna del sistema informativo, non è però compatibile per quanto attiene invece alla gestione del data-center, dove esiste il progetto di data-center regionale, che a nostro avviso va perseguito ricercando collaborazioni con nuove imprese, sia a livello regionale che nazionale”. Marini, Polli e Di Girolamo chiedono quindi al Governo e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi “di intervenire su ThyssenKrupp affinché si interrompa questo percorso che l’amministratore delegato Morselli sta gestendo come fosse una normale attività ordinaria di tipo aziendale, quando invece muterà – concludono – in marniera radicale e profonda la complessità industriale che le stesse società hanno rappresentato e rappresentano tuttora.

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Dimissioni “Ad” gruppo Thyssen terni, la presidente Marini: Comunicazione irrituale; sede confronto resta Palazzo Chigi
“La comunicazione irrituale pervenuta alle istituzioni locali unicamente attraverso il comunicato ‘di informazione per la stampa’ di Thyssenkrupp circa la decisione della assemblea degli azionisti di accogliere la richiesta di dimissioni dell’ingegner Marco Pucci e la contemporanea nomina della dottoressa Lucia Morselli nelle funzioni di amministratore delegato, ci preoccupa fortemente e fa presagire l’apertura di una fase complessa soprattutto in merito al prossimo piano industriale”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. “Nell’ultimo incontro tenutosi a Palazzo Chigi il quattro giugno, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio e del vice ministro De Vincenti, Joakim Limberg (ceo business area materiale service a) – ricorda Marini – aveva ribadito l’impegno a presentare il piano industriale mantenendo anche un costante confronto con il Governo, le istituzioni locali, i lavoratori e le organizzazioni sindacali”.

Per quanto riguarda la Regione Umbria, “l’unica sede nella quale sviluppare il confronto nel merito delle decisioni che gli azionisti di Ast stanno maturando in queste settimane – afferna Marini – è e rimane esclusivamente quella del Governo nazionale, in quanto la prospettiva industriale delle Acciaierie di Terni ed il futuro occupazionale rappresentano una vicenda di rilevante interesse nazionale, oltre che dell’Umbria e di Terni”.
“Nei prossimi giorni di intesa con il Sindaco di Terni e con il Presidente Della Provincia di Terni – rende noto la presidente Marini – convocherò una riunione del Tavolo regionale Enti locali, le organizzazione sindacali e le rappresentanze dei lavoratori”.

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