Iraq: flusso massiccio di persone a Dohuk con l’aggravarsi della crisi

iraq guerra 2014Nel nord-ovest dell’Iraq, nelle ultime 72 ore migliaia di persone sono fuggite dalle Montagne di Sinjar passando dalla Siria per poi rientrare verso il governatorato di Dohuk nella Regione del Kurdistan iracheno. Secondo le stime delle ONG partner dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) al momento sarebbero circa 35.000 persone. Le persone appena arrivate sono esauste e disidratate e molti hanno sofferto a causa del sole o colpi di calore, viste le temperature giornaliere che raggiungono dai 40 ai 45 gradi.

Le persone si stanno spostando in varie zone, tra cui Zakho e Dohuk, città dove sono stati messi a disposizione 16 edifici scolastici. Si sta provvedendo alla distribuzione di acqua, cibo e cure mediche. Ad oggi sono ancora tra 20.000 e 30.000 le persone ancora bloccate sulle montagne di Sinjar senza cibo, acqua e riparo. L’accesso a queste famiglie rimane estremamente limitato.

Secondo quanto riportato dal sindaco di Zakho, la sua città di 350.000 persone, a pochi chilometri dal confine turco ospiterebbe circa 100.000 sfollati arrivati la scorsa settimana, provenienti soprattutto da Sinjar e Zumar. Le autorità locali hanno aperto le scuole e gli edifici pubblici per ospitare gli sfollati che si stanno riparando anche sotto i ponti e negli edifici ancora in costruzione.

Il governatorato di Dohuk ospita quasi 400.000 iracheni sfollati, tra cui persone appartenenti alle minoranze yazidi, cristiane, shabak, kakai, armene e turcomanne – alcuni dei quali sono stati costretti a lasciare le loro case piu’volte. Molti si trovano adesso nelle città di Khanke, Shariya, Zahko, Shekhan, Dohuk e dintorni. Sono sparsi su centinaia di siti. Alcuni sono ospitati da parenti, altri sono in scuole, chiese, moschee, parchi e in scheletri di palazzi, senza acqua o elettricità. L’UNHCR sta distribuendo materassi, coperte, kit di emergenza, prodotti per la casa e kit igienici nelle localita’ di Dohuk, Zakho, Akre, Shekhan, Khanke e il villaggio di Bajet Kandela. Stiamo anche assistendo all’ enorme generosità dalla comunità locale che sta distribuendo aiuti spontaneamente.

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Tra le 7mila e le 10mila persone sono ospitate nel campo di Bajet Kandela, che una volta ospitava rifugiati siriani molti dei quali erano transitati due anni fa dopo aver attraversato il confine a Peshkhabour. Le strutture di base sono funzionanti, tuttavia in considerazione del sovraffollamento le ONG locali stanno installando delle tende per famiglie dove trovano posto. La preparazione del sito per estendere il campo è stata completata, e a partire da oggi verranno aggiunte altre 5mila tende. Nel campo sono presenti elettricità, acqua, ed altre infrastrutture essenziali.

Sono in preparazione altri tre campi nel governatorato di Dohuk a Zakho, Shariya e Khanke. Il governo Turco inizierà presto i lavori per i campi di Zakho e Shariya, mentre la preparazione del sito per il campo di Khanke è iniziata con l’assistenza tecnica dell’UNHCR ed i lavori di costruzione dovrebbero iniziare la prossima settimana.

I totale sono iù di 1.2milioni gli sfollati interni in Iraq, incluse circa 700mila persone nella regione del Kurdistan che ospita già 220mila rifugiati siriani. Inoltre, altri 10-15mila iracheni yazidi in fuga da Sinjar sono arrivati in Siria. La maggior parte si trova nel campo di Newroz civino ad Al Qamishili, gestito da una ONG locale. Altri rifugiati sono sparsi tra altri villaggi yazidi a Qahtania o altre zone urbane.

Il team UNHCR dell’ufficio di Qamishli ha portato a termine una missione di valutazione a Qahtania sabato scorso, distribuendo aiuti a centinaia di famiglie in tre villaggi ed una scuola locale. L’Agenzia ha distribuito tende, kit igienici, materassi, ed altri beni di prima necessità ai rifugiati nel campo di Newroz dove a causa del sovraffollamento centinaia di persone dormono all’aperto ed hanno urgente bisogno di riparo e cibo. Sia I rifugiati sia le comunità locali ci hanno riferito che molti altri irfugiati sono in arrive. Il nostro team riferisce di aver visto la popolazione locale distribuire acqua e cibo a rifugiati in viaggio.

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