Finta commercialista che truffava i clienti scoperta dalla Gdf

mens Sana 15 finanza2Nella giornata del 9 ottobre è scattata un’articolata operazione che riguarda l’attività svolta da un centro servizi per le imprese sito in pieno centro a Forlì, finito nel mirino della Guardia di Finanza per ipotesi di truffa, appropriazione indebita, falso ed esercizio abusivo della professione.  L’indagine della Guardia di Finanza di Forlì, coordinata dalla locale Procura della Repubblica nella persona del sostituto procuratore dott.ssa Marilù Gattelli, è iniziata lo scorso mese di giugno a seguito di alcune denunce pervenute da ignari clienti che, pur avendo sempre regolarmente pagato la professionista, si sono ritrovati avvisi di accertamento dell’ Agenzia delle Entrate o ancor peggio il pignoramento di beni da parte di Equitalia.

I militari hanno scoperto che la titolare del centro (D.R. di anni 58 e residente a Forlì), la figlia e socia (S.G. di anni 37 sempre residente a Forlì) e una delle dipendenti (R.B. di 65 anni e residente a Forlì) ricevevano le somme dai clienti, ma non le versavano poi all’erario o ne versavano solo una parte. Ai primi avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate creavano di propria iniziativa delle istanze di rateazione tenendo all’oscuro i clienti, dei quali falsificavano anche la firma.

In alcuni casi carpivano la fiducia del cliente facendosi rilasciare apposite deleghe finalizzate ad assolvere tutte le pratiche contabili dell’azienda, sia per ricevere comunicazioni dagli Enti che per eseguire tutti gli adempimenti nei confronti del Fisco ed Equitalia, qualora la procedura fosse già arrivata alla fase di riscossione. Lo scopo era quello di impedire o comunque ritardare il più possibile che i clienti venissero a conoscenza del mancato versamento delle imposte. Quando qualche cliente chiedeva chiarimenti in merito a cartelle esattoriali le indagate le attribuivano ad errori del fisco o a cartelle pazze. Le attività di perquisizione, già programmate per i prossimi giorni, sono state eseguite tempestivamente nel pomeriggio di ieri quando era giunta la notizia che nel mattino vi era stato l’interessamento alla vicenda della nota trasmissione satirica “Striscia la Notizia”, per cui vi era il fondato pericolo che potessero essere disperse importanti fonti di prova.

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Infatti, all’atto dell’accesso i militari hanno trovato che parte della documentazione era già stata asportata dagli appositi contenitori e in parte strappata, distrutta o gettata nei cestini. Oltre al centro di elaborazione dati, che è stato posto sotto sequestro, sono state perquisite le abitazioni private delle indagate dove è stato trovato e sequestrato altro materiale utile al prosieguo delle indagini. Allo stato sono stati individuati circa una ventina di clienti truffati che hanno denunciato la truffa. L’ammontare esatto degli importi di cui le indagate si sono indebitamente impossessate è ancora in corso di quantificazione. Sarà necessario infatti per ogni cliente calcolare le somme effettivamente versate mediante gli F24 e quelle indebitamente trattenute. Al momento l’ammontare della truffa già supera di molto il milione di euro. La titolare del centro servizi, infine, dovrà rispondere anche di aver esercitato abusivamente una vera e propria attività di commercialista, quando era in possesso solamente di un diploma di scuola media inferiore e, quindi, non avrebbe mai potuto ottenere l’iscrizione all’albo. Tuttavia, teneva in bella vista nello studio una pergamena di laurea honoris causa rilasciata dalla Walker University del Nevada (USA).

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