Ebola, due casi in Canada, il vaccino sperimentato sulle persone e il rischio contagio dopo la guarigione

Ebola: probabili due casi in Canada. Due persone isolate negli ospedali a Ottawa e Belleville in Ontario.

Entrambi i pazienti, in attesa dei risultati dei test sono stati ricoverati in ospedale. Sono in corso nuove analisi, i cui risultati sono attesi stasera. Uno dei due avrebbe contratto il virus dell’Ebola in Africa dopo aver ebola febbre marburgrecentemente fatto uno scalo in un aeroporto in Sierra Leone e l’altro era appena tornato dall’Africa occidentale. I campioni dei pazienti sono stati inviati al National Microbiology Lab di Winnipeg per il test, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ed i risultati sono attesi entro le ore 6 pm di oggi. Un ospedale ha ricevuto una chiamata prima che il paziente arrivasse per consentire al personale di preparasi per l’arrivo, e precauzioni speciali vengono prese in ospedale per proteggere il personale e gli altri pazienti. Mentre un secondo paziente si è presentato direttamente in Ospedale ieri sera. L’età delle persone ed il sesso non sono state rivelate per proteggere la loro privacy. Il dottor Jonathan Angelo, uno specialista in malattie infettive presso l’ospedale, in un comunicato stampa ha dichiarato: “Sono state prese tutte le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza di altri pazienti, visitatori e personale ospedaliero”. «Prevenzione e controllo delle infezioni e rigorose misure negli ospedali dell’Ontario fanno si che il rischio di trasmissione del virus Ebola ad altri pazienti e agli operatori sanitari sia minimo.” Funzionari governativi e sanitari hanno sottolineato che il rischio del virus Ebola rimane basso in Canada, anche se due persone sono ora in isolamento negli ospedali di Ottawa e Belleville in Ontario con sintomi simili a Ebola.

Leggi anche  Anief sciopera per dire stop al precariato e per aumenti dignitosi

Il vaccino canadese testato sugli esseri umani. Il vaccino sperimentale canadese per la lotta contro la diffusione del virus Ebola sarà testato su volontari umani. Lo ha annunciato oggi il ministro canadese della Salute Rona Ambrose. Il dottor Gregory Taylor, capo della Agenzia di sanità pubblica del Canada, ha dichiarato che ” Questa è la prima sperimentazione clinica del vaccino, il risultato di anni di lavoro”. Ha aggiunto “Ci auguriamo vivamente che, quando saranno completati i test, il vaccino potrebbe essere utilizzato per aiutare a salvare vite umane e porre fine a questa devastante epidemia. ” Nella Fase 1, il vaccino sarà testato su un piccolo gruppo di persone. Il Canada ha fornito un totale di 20 fiale per il test da effettuare sul suolo americano, presso il Walter Reed Army Institute di ricerca situata a Silver Spring, nel Maryland. I ricercatori condurranno una ulteriore fase clinica supplementare in Canada, Europa e Africa. Il vaccino include solo parti del virus, e non l’intero virus. Quando viene iniettato in una persona, si ritiene che il virus produca anticorpi. I test sono attesi per determinare la sicurezza del vaccino, la sua dose giusta ed i suoi potenziali effetti collaterali. Il siero si è già dimostrata molto promettente in test su animali. Queste prove suggeriscono che il vaccino è altamente efficace nel prevenire la malattia. Essi suggeriscono anche che può aiutare a prevenire lo sviluppo della malattia se somministrato immediatamente dopo aver contratto il virus.

Rischi contagio via sesso pure dopo guarigione. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) nel report su Ebola datato 6 ottobre virus Ebola “vitale è stato isolato nello sperma umano fino a 7 settimane dopo la guarigione”. Inoltre si legge nel report, “sono stati individuati nel latte materno e sperma dopo la scomparsa del virus dal sangue”. L’Ecdc aggiunge che “Il rischio di trasmissione del virus Ebola andrebbe considerato in relazione alle donazioni di cellule riproduttive”, sia per fecondazione omologa che eterologa. Tuttavia, precisa, “l’evidenza che il virus possa persistere per un lasso di tempo nel corpo umano dopo la guarigione è insufficiente per definire uno specifico periodo di differimento” per la donazione. Tale periodo è fissato in 12 mesi dopo la guarigione.

Leggi anche  Anief, decreto Salva Precari :" va modificato, i precari della scuola, dell’università e della ricerca aderiscano allo sciopero del 12 novembre "

About Marina Pellitteri

Direttore responsabile