Ast: raggiunto l’accordo, niente licenziamenti. Cgil: Premiato il sacrificio dei lavoratori

casco operaio AstL’accordo è stato raggiunto; le firme sono sulle carte e quindi un sospiro di sollievo é arrivato tra gli operai ed impiegati a Terni, appena é stato dato l’annuncio. Le carte prevedono che l’Ast produca almeno un milione di tonnellate di acciaio fuso all’anno, con entrambi i forni in funzione seppur con turnistiche diverse; la linea 5 da Torino, rettificata e completata entrerà in funzione all’Ast alla fine del 2016. Lo prevede l’accordo siglato al Ministero dello sviluppo economico tra i sindacati nazionali, Governo e parti sociali. I lavoratori Ast daranno la loro valutazione. Sugli esuberi, non ci saranno licenziamenti perché é stato superato il numero previsto dal piano (290 unita’), con le uscite volontarie incentivate. Sulla cassa integrazione, questa sarà ordinaria e non straordinaria per 2 anni e per un massimo di 400 addetti, mentre il salario accessorio subirà una decurtazione. La “clausola di salvaguardia” per le ditte esterne é stata accolta dopo numerosi “no”. Il Governo da parte sua ha messo in campo una serie di misure che permetteranno a Ast di risparmiare fondi previsti per il piano. La presidente dell’Umbria Catiuscia Marini e il sindaco di Terni e presidente della Provincia, Leopoldo Di Girolamo, hanno garantito somme di denaro, provenienti dai fondi strutturali, per le aziende dell’indotto Ast.
Per la Cgil l’accordo apre una prospettiva, grazie al sacrificio lavoratori.“Si è conclusa una vertenza tra le più dure e complesse della storia sindacale italiana. Con l’accordo si riapre una prospettiva per un’azienda strategica dell’industria italiana. Un risultato reso possibile dalla determinazione dei lavoratori che, a costo di enormi sacrifici, hanno lottato per costringere la multinazionale tedesca ad un profondo ripensamento del piano industriale”. Ad affermarlo è il responsabile Industria della Cgil Nazionale, Salvatore Barone, al termine della trattativa sulla Ast di Terni, chiusa con un accordo che verrà sottoposto al giudizio dei lavoratori.
“é stato così evitato – spiega il dirigente sindacale – un drastico ridimensionamento dell’assetto produttivo e dell’occupazione, ridando allo stabilimento ternano una più stabile collocazione nel mercato nazionale ed internazionale. Il sacrificio occupazionale, con la perdita di 290 posti di lavoro, è comunque pesante. Su ThyssenKrupp grava di conseguenza la responsabilità di tenere fede agli impegni assunti con il lavoratori, le Istituzioni e il Governo, in materia di investimenti, politiche commerciali, innovazione, volumi, per rendere credibile il percorso di risanamento e di rilancio dell’azienda. Solo così sarà possibile preservare un patrimonio della siderurgia e dell’intera economia italiana a partire da quella territoriale umbra”.

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Inoltre, aggiunge Barone, “altrettanto importante sarà il ruolo del Governo e delle Istituzioni locali per l’adozione delle misure di politica industriale, in tema di infrastrutture, servizi, energia, per rafforzare l’integrità produttiva e occupazionale di Ast e del suo indotto. La Cgil nazionale ringrazia i lavoratori e le lavoratrici di Ast, la comunità locale, per l’unità dimostrata durante tutta la vertenza e impegna tutte le proprie strutture ad agire per garantire la piena e corretta applicazione dell’accordo”, conclude.
Ast, assessore Paparelli: intesa premia impegno a difesa futuro acciaierie. “L’accordo firmato oggi al Ministero dello Sviluppo economico per l’Acciai speciali Terni e le controllate Aspasiel, Sdf e Tubificio premia l’impegno portato avanti in questi mesi con forza e determinazione da istituzioni, sindacati e lavoratori per il futuro produttivo e occupazionale di un sito industriale fondamentale per l’economia regionale e nazionale, con il sostegno di tutta la comunità umbra”. Lo afferma l’assessore regionale Fabio Paparelli, esprimendo soddisfazione per l’intesa raggiunta che “modificando il Piano industriale presentato nei mesi scorsi dall’azienda, recepisce, dopo una lunga mobilitazione e sacrifici da parte dei lavoratori – sottolinea – parti significative delle proposte sostenute da sindacati e istituzioni per impedire il ridimensionamento dell’attività dell’Ast, e fissa alcuni punti fermi sui livelli produttivi e i posti di lavoro per i prossimi quattro anni, a salvaguardia di un sito strategico per l’industria siderurgica nazionale ed europea. Un successo della città di Terni, dell’intera regione, ma anche di tutto il Paese”.

L’assessore Paparelli si associa nel ringraziamento al Governo “per il ruolo svolto in questi mesi, in stretta collaborazione con istituzioni locali, organizzazioni sindacali e lavoratori. Impegno e collaborazione – conclude – che siamo certi non verrà meno nella fase di gestione dell’accordo”.

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