Ecco chi ha pagato gli 80 euro per Renzi: gli agricoltori con l’Imu. Sani (Pd): Complici anche le associazioni

Sani: «il malcontento è in parte giustificato: il Decreto del Mef ha distorsioni che mettono in difficoltà Comuni e agricoltori. Tuttavia va ricordato che l’Imu agricola è stata reintrodotta con l’accordo delle Associazioni per finanziare la quota parte del Bonus da 80 euro»

soldi spighe«L’introduzione parziale dell’Imu sui terreni agricoli – dichiara l’On Luca Sani, presidente della Comagri della Camera – sta generando un diffuso, per certi aspetti condivisibile, malcontento per i tempi e i contenuti del Decreto definito dal Ministero dell’economia e delle finanze (Mef). Questa “sorpresa” di fine anno, a pochi giorni dalle scadenze di pagamento, crea notevoli difficoltà a Comuni, agricoltori e cittadini. Va premesso che l’introduzione dell’Imu sui terreni è la conseguenza del Decreto n° 66/2014 – conosciuto come Decreto del “bonus da 80 euro” – che ha ripartito fra le diverse categorie produttive e le amministrazioni pubbliche l’onere della copertura di quel bonus. In questo quadro, d’accordo con le associazioni di categoria, il settore agricolo ha contribuito con un importo di 350 milioni di euro.

Protestare genericamente sull’Imu sui terreni, pertanto, non ha molto senso, se non per rimettere in discussione il bonus da 80 euro che tutti hanno a suo tempo sostenuto, ritenendolo una scelta giusta ed equa. Ciò detto, ritengo che il problema vero consista nella formulazione, fra l’altro molto tardiva, del Decreto del Mef che individua solo fasce altimetriche determinate non si sa bene su quale criterio per individuare i soggetti tenuti al pagamento dell’imposta. Con un decreto cosi congegnato non si paga l’Imu su terreni montani o collinari coltivati con produzioni agricole pregiate, in grado di assicurare buoni redditi, mentre l’imposta si applica su terreni con colture poco redditizie solo perché collocati in pianura. Senza considerare che nel nostro “lungo” Paese, una diversità di reddito delle produzioni agricole si registra anche in base alla posizione geografica, e che il solo “reddito dominicale”, tra l’altro determinato da un catasto pluridecennale, non è un parametro equo per l’applicazione dell’imposta.

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Inoltre, l’Imu così formulata andrà a gravare anche sulla piccola e in tanti casi dispersa proprietà non produttiva, collocata in particolar modo sopra la fascia dei 282 metri, solo perché i titolari o i conduttori non sono agricoltori. In questi giorni, anche se non sono previsti passaggi del Decreto in Parlamento stiamo mettendo in evidenza queste contraddizioni al fine di un possibile recepimento da parte del Mef, anche se abbiamo ben chiaro che allo stato non è possibile modificare il saldo complessivo della manovra che ha finanziato il bonus da 80 euro. Voglio confidare che sui seri problemi di applicazione del decreto, il Governo trovi rapidamente una soluzione, in modo da riequilibrare e rendere più equa la distribuzione del carico fiscale. Rimane auspicabile che in futuro dal Mef arrivi una proposta di riforma fiscale sui terreni più meditata, su cui il Parlamento e le commissioni competenti possano esprimersi nei tempi e nei modi che un tema così delicato richiede».

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