Inchiesta Grandi Opere, Razzanelli: La politica dovrebbe intervenire prima della Magistratura

Quanto sta emergendo in queste ore dall’ inchiesta Sistema ci dice ancora una volta che i controlli vadano fatti prima che i lavori siano partiti e che di fronte a situazioni di dubbia trasparenza bisogna fermarsi finché si è in tempo. Non può più essere avvallato il comportamento, colpevole, della politica che fino ad oggi di fronte a situazioni poco chiare ha fatto finta di nulla, per poi cadere dalle nuvole dinanzi a inchieste che gridano vergogna.

MArio Razzanelli2Lo scandalo vero di queste inchieste non è solo il danno economico e pubblico, ma soprattutto che era tutto ampiamente previsto e prevedibile. E dunque ora la domanda è: fino a che punto è possibile prescindere dai reati ed andare avanti in nome di un presunto bene pubblico? Se un’infrastruttura viene eseguita senza le dovute verifiche su bandi di gara, aziende vincitrici, appalti e subappalti è altamente probabile che quella infrastruttura alla fine risponderà a svariati criteri ed esigenze tranne che la pubblica utilità. La stazione Foster di Firenze che a nulla serve ne è un esempio lampante. O per non andare troppo lontano il caso del Parco della Musica, appaltato per 70 milioni ma che, ancora incompleto, ci è già costato 300 milioni.

In quest’ultima inchiesta non a caso sono finiti agli arresti i maggiori tecnici responsabili delle grandi Opere: ingegneri e imprenditori che affidavano e ricevevano i lavori. Di fronte a questo non credo abbia più senso parlare di responsabilità individuale: è la conformità tecnica dell’infrastruttura stessa che viene messa in dubbio. A meno che non si voglia sostenere che questi signori lucravano e rubavano per sé ma in fondo in fondo lo facevano per il bene altrui.

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