Fondi neri e mazzette per la metanizzazione. Nei guai anche il sindaco di Ischia

Bufera giudiziaria su Ischia. I carabinieri del Noe hanno eseguito undici misure cautelari (otto arresti in carcere, uno ai domiciliari e due obblighi di dimora nel comune di residenza), emesse dal gip del tribunale di Napoli, nell’ambito di un’inchiesta sulle opere di metanizzazione che hanno interessato i Comuni di Ischia, Lacco Ameno e Casamicciola sull’Isola verde. Tra gli arrestati c’è anche il sindaco di Ischia, Giuseppe Ferrandino, del Pd. Tra i destinatari dei Ischiaprovvedimenti restrittivi ci sono anche un dirigente del Comune di Ischia e alcuni funzionari del Gruppo Cpl Concordia (Cooperativa produzione lavoro, società della realizzazione di strutture per il trasporto del gas). Nel mirino degli investigatori un giro di tangenti versate a pubblici ufficiali per aggiudicarsi appalti pubblici.

Nell’indagine compaiono anche i fondi neri creati grazie all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con una società tunisina (Tunita sarl) utilizzati prevalentemente per pagare tangenti a pubblici ufficiali per aggiudicarsi appalti e turbare la libertà degli incanti. Dalle indagini è emerso un giro di mazzette sulla metanizzazione dell’isola d’Ischia. Le attività investigative, iniziate nella primavera del 2013, hanno consentito di dimostrare come il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia (Cooperativa produzione lavoro, società leader nella realizzazione di strutture per il trasporto del gas nonché per il facility ed energy management), Francesco Simone, con la complicità dei direttivi della società, abbia costituito i fondi neri grazie a fatture per operazioni false con la Tunita, riconducibile allo stesso Simone. Fondi utilizzati per pagare delle tangenti e aggiudicarsi appalti pubblici.

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