Oggi è la volta di Salvini, Gli argomenti: “Siena Ladrona” e la “Buracrazia”

di Augusto Mattioli.

Salvini Manifesto

Foto di Augusto Mattioli

Rieccolo a Siena Salvini , il secondo Matteo della politica italiana. Torna, chissà con quale felpa, questo pomeriggio in Piazza Salimbeni, sede storica della Banca Mps dopo il suo blitz in aprile in occasione dell’assemblea dei soci in viale Mazzini.

Difficile per il cronista starlo a sentire, ma questo è il mestiere che in certi casi chiede anche qualche grosso sacrificio. In effetti non sarà facile fare domande che non siano di routine quando ci sono fans osannanti veri e propri tifosi con il fucile puntato. Dunque meglio pigiare il tasto del registratore e stare a sentire le considerazioni, a volte condite di parolacce , (per carità non ci scandalizziamo) del leader della Lega. Una volta solo nord , ora italiana sicuramente per convenienza e freddo calcolo politico. Tanto che anche al sud ha trovato dei fans che si sono dimenticati che ai tempi di quando Bossi ce lo aveva davvero duro, l’italia veniva rappresentata spezzettata in varie parti, con gli odiati terroni magari sommersi dal mare o dalla lava del Vesuvio. Ma scordarsi del passato è prerogativa di molti. Basta sentire odore di potere e tutto fila via.

Ora il nemico dell’identità italiano-leghista sono gli immigrati, i clandestini, quelli che scappano dalla miseria in paesi che il ricco occidente nei decenni ha sfruttato e depredato a lungo ( magari continua ancora. C’è chi dice, tra i leghisti che questa è la vita, diciamo noi della giungla in cui il più forte vince e il debole si arrangia. Certo la crisi economica ha pesato nella testa di chi anche da noi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Ed ecco allora poveri contro poveri. La Lega di Salvini in questo quadro ci sguazza, ottiene consensi. Razzismo? Parola che viene rifiutata. Perché in effetti un po’ schifo la fa. Ma parlare della Lega come di una formazione politica che fa dell’egoismo il suo credo non si va poi tanto lontani.

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