Emilia, Stazioni ferroviarie: dalla Regione un piano da oltre 10 milioni di euro

Trasporti – Dalla Regione un piano da oltre 10 milioni di euro per riqualificare e rilanciare le 120 fermate e stazioni delle linee della rete ferroviaria regionale dell’Emilia-Romagna. L’assessore Donini: “Il nostro impegno per il trasporto su ferro”

Stazione ferroviaria di Poggio RuscoAdeguamento dei marciapiedi, eliminazione delle barriere architettoniche, istallazione di segnaletica e nuove pensiline, impianti di videosorveglianza, rastrelliere per le biciclette, rinnovamento dei sistemi di comunicazione al pubblico. Supera i 10 milioni di euro il piano della Regione Emilia-Romagna, che verrà realizzato da FER nell’arco di tre anni, per riqualificare e rilanciare le 120 fermate/stazioni della rete ferroviaria regionale, rendendole più accessibili, gradevoli e sicure. “E’ un intervento organico, che punta ad agevolare la fruibilità delle stazioni, e a conferire maggior riconoscibilità al sistema” ha spiegato oggi l’assessore regionale Trasporti, Raffaele Donini, durante la conferenza stampa, ricordando come le linee ferroviarie regionali “continuino a crescere, in termini di passeggeri”. Alla conferenza era presente anche il presidente di FER, Sergio Alberti.

“Crediamo moltissimo nel trasporto su ferro, lo stiamo dimostrando: a poco più di cinque mesi dall’insediamento della nuova giunta – ha aggiunto Donini – abbiamo ripristinato l’abbonamento bici-treno, aggiunto un treno specifico per l’Expo, avviato le ispezioni sui treni dei pendolari. E’ in corso l’istallazione del sistema di controllo marcia treno per la sicurezza, e sono stanziate risorse aggiuntive per ulteriori lotti. Con 800mila euro è stata finanziata la seconda annualità della legge regionale 10, che incentiva il trasporto delle merci su ferro. Ora – ha concluso l’assessore – partiamo con questo piano per le stazioni, per poi arrivare – mi auguro a giorni – all’esito definitivo della gara del ferro”.

L’accessibilità, prima di tutto
Obiettivo principale del piano è eliminare – o attenuare il più possibile – gli ostacoli (fisici) che riducono la mobilità degli utenti (con particolare attenzione alle persone con disabilità o difficoltà motorie). Questo verrà fatto attraverso l’ampliamento della larghezza, lunghezza e altezza dei marciapiedi delle stazioni e delle fermate e il rifacimento della pavimentazione. L’adeguamento per ipovedenti e non vedenti verrà garantita con la predisposizione di percorsi tattili di orientamento e sicurezza. Più in generale, il piano punta a superare la “barriera” che il sistema ferroviario può rappresentare per gli utenti non abituali, a causa delle difficoltà a orientarsi e a muoversi all’interno delle stazioni. Una difficoltà che può essere superata riqualificando le strutture e migliorando i servizi secondo criteri omogenei e standardizzati.

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Il contesto
La rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna ha uno sviluppo complessivo di quasi 1.400 km: circa 1.050 di competenza statale (gestiti da RFI) e circa 350 di competenza regionale (di cui 58 km in territorio mantovano). La rete regionale (in capo a FER) è costituita da 9 linee: Bologna-Portomaggiore, Casalecchio-Vignola, Ferrara-Codigoro, Ferrara-Suzzara, Parma-Suzzara, Modena-Sassuolo, Reggio Emilia-Ciano d’Enza, Reggio Emilia-Guastalla e Reggio Emilia-Sassuolo. Le stazioni/fermate attive in Emilia-Romagna sono 263. Alle 120 della rete regionale vanno aggiunte le stazioni Rfi di Poggio Rusco e Suzzara che, pur in territorio lombardo, sono fortemente correlate con la rete dell’Emilia-Romagna. Dalle stazioni partono ogni giorno mediamente 145.000 persone. La prevalenza degli utenti utilizza i servizi della rete nazionale; quella regionale serve quotidianamente oltre 21.000 passeggeri. Nel complesso la rete regionale ha visto un incremento dei passeggeri del 4% rispetto al dato 2013 e del 7% rispetto al 2012.
Un nuovo brand per FER
Diversamente dalla rete nazionale, dove la presenza di un unico gestore (RFI) ha permesso di attuare negli anni un’omologazione e una “tipizzazione” delle stazioni, per la rete regionale la situazione è molto variegata. Il motivo è l’eredità delle precedenti gestioni, affidate a diverse società indipendenti. Poiché ora tutte le infrastrutture di competenza regionale sono gestite da un unico soggetto (FER Srl), c’è l’esigenza di uniformare le tipologie, a partire da un marchio identificativo (brand) più riconoscibile. Uno strumento, questo, pensato per aumentare nella clientela la percezione di trovarsi in un sistema di trasporto definito, ma anche per migliorare e ottimizzare gestione e manutenzione degli spazi.
Gli interventi
Sono in programma interventi all’interno delle stazioni per migliorare l’accessibilità (attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche), la riqualificazione dell’esistente, la valorizzazione dell’identità, la garanzia di comfort e sicurezza. Si lavorerà sull’interfaccia delle stazioni, e quindi sul rapporto del sistema ferroviario con gli altri sistemi (e quindi, per esempio, gli spazi per le bici, i parcheggi esterni, i piazzali) e con l’esterno. Verranno montate nuove pensiline mentre altre, già esistenti, saranno adeguate al nuovo stile; una nuova segnaletica consentirà agli utenti una maggiore leggibilità e riconoscibilità. Un’attenzione particolare andrà all’informazione, che dovrà essere puntuale, corretta, completa; sia quella in tempo reale (che sarà necessariamente visiva e sonora) sia quella “statica”. Dovrà quindi essere completata la dotazione, in tutte le stazioni/fermate, di sistemi di comunicazione al pubblico sull’effettivo andamento della circolazione dei treni, direttamente gestiti dal CTC, così da colmare anche il gap attuale fra stazioni della rete nazionale e stazioni della rete regionale. Le informazioni al pubblico nel progetto PITTI saranno gestite da un sistema centralizzato, già operativo su parte della rete FER e in corso di estensione e completamento.
La riqualificazione delle stazioni e la loro riconoscibilità dovrà aumentare il senso di appartenenza e ridurre eventuali comportamenti negativi. In quest’ottica la Regione favorisce il “presenziamento” nelle stazioni/fermate, anche con persone non addette all’esercizio della ferrovia, ma opportunamente istruite, sostenendo dove è possibile (e consentito) la sottoscrizione di “comodati” con le amministrazioni locali o con enti no profit interessati.
Tempi d’attuazione del piano e modalità
Il piano, appena avviato, sarà sviluppato in stralci pluriennali. La previsione è di concluderlo in tre anni. Un primo lotto di interventi lungo le linee reggiane ha anticipato i lavori di manutenzione dei marciapiedi, che non potevano essere più rinviati per motivi di sicurezza. Sulle 120 stazioni/fermate attive, il piano punta a intervenire prioritariamente su 75 con una riqualificazione completa. Per le 30 fermate/stazioni delle linee Bologna-Portomaggiore e Casalecchio-Vignola (dove occorrerà coordinare la presenza del brand SFM con i nuovi elementi di riconoscibilità e identità della rete regionale e di FER) la quasi totalità degli interventi previsti relativi ai marciapiedi, pensiline e allestimenti vengono realizzati con i finanziamenti per l’SFM bolognese (circa 4,7 milioni di euro).
Ulteriori disponibilità di risorse arrivano sia da finanziamenti straordinari (come il milione in più che si va ad aggiungere a quello già concesso a FER, che ha permesso di anticipare gli interventi sulle linee reggiane), sia dalla nuova programmazione dei fondi europei della Regione: il Por Fesr 2014/2020 destina 1,5 milioni di euro per l’installazione di monitor e videosorveglianza.
L’obiettivo, entro fine 2015, è completare l’adeguamento dei marciapiedi in 11 stazioni del reggiano, intervenire con il nuovo brand in tutte le 120 stazioni/fermate e avviare l’installazione delle prime pensiline.
La Regione e la “cura del ferro”
Già da alcuni anni la Regione ha avviato un piano straordinario per il potenziamento, l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture ferroviarie di sua proprietà e l’acquisto di nuovo materiale rotabile. A livello di risorse, ha investito più di 400 milioni di euro dal 2007, di cui circa la metà destinati al rinnovo del materiale rotabile. A questi vanno aggiunti circa 4,5 milioni di euro l’anno per il mantenimento delle infrastrutture e degli impianti della rete e del parco rotabile regionale. I principali interventi infrastrutturali riguardano l’armamento ferroviario, l’elettrificazione di alcune linee, il miglioramento dell’accessibilità e delle condizioni funzionali di interconnessione in alcune stazioni, l’eliminazione di passaggi a livello e il miglioramento delle condizioni di sicurezza. Per quanto riguarda proprio la sicurezza – oggetto di particolare attenzione – è in corso di realizzazione un piano da circa 16 milioni di euro per posizionare nuovi apparati centrali in alcune stazioni, migliorare l’insieme dei segnali, introdurre specifiche tecnologie sviluppate recentemente (sottosistemi per il controllo e la gestione della condotta e della marcia dei treni) e creare un unico apparato centrale per il governo unitario dell’intera rete regionale.

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