Il Maggio Fiorentino “liquida” il Maggio Danza. Fine di una bella storia nata negli anni ’60

Maggio Danza conclude la sua storia. Il Sovrintendente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino nell’incontro con i sindacati del 2 luglio u.s., e la direzione lo ha ribadito nell’incontro odierno, ha annunciato la fine del percorso della compagnia di ballo che fin dalla fine degli anni 60 ha accompagnato l’offerta artistica del Maggio Musicale Fiorentino. Alcuni ballerini sono stati incentivati all’esodo, altri hanno rassegnato le proprie dimissioni, i pochi rimanenti (4) saranno licenziati con provvedimenti individuali.

Maggio DanzaDa tempo la Fondazione aveva annunciato di voler cessare l’attività di MaggioDanza incontrando sempre le ostilità delle OO.SS. Slc Cgil aveva posto una pregiudiziale alla trattativa sul piano di risanamento quando l’allora Commissario F. Bianchi annunciò la volontà di licenziare tutti i tersicorei i quali non avrebbero avuto nessun tipo di paracadute, contrariamente a quanto sarebbe accaduto ai lavoratori ritenuti in eccedenza che avrebbero dovuto essere trasferiti in Ales.

Il tentativo di salvataggio fatto con l’accordo del 7 gennaio 2014 attraverso il distacco ad una società terza è fallito, le ipotesi di progetti alternativi avanzate nel corso del tempo dalle OO.SS. non sono state accolte adducendo motivazioni di carattere economico che nascondono invece scelte politiche fatte sia a livello territoriale che nazionale e insieme a tutto ciò è svanita anche la possibilità di poter fruire di spettacoli di danza prodotti dalla Fondazione a Firenze.

La soppressione del corpo di ballo Maggio Danza è un ulteriore tassello della insensata destrutturazione in una Fondazione Lirico Sinfonica di una espressione fondamentale per la compiutezza artistica e pedagogica della produzione culturale Lirico- Coreutica nel territorio.
Si continua nel disegno di distruggere i corpi di ballo nel nostro Paese che da sempre è stato punto di riferimento sia in genesi a livello Europeo che per le eccellenze espresse universalmente riconosciute negli anni .
Tale operazione è in realtà del tutto strumentale poiché non ha alcuna ragione di natura economico-gestionale e nei fatti il balletto ha sempre dimostrato, se gestito in modo razionale, nelle singole Fondazioni sul territorio, ritorni economici importanti con costi di produzione del tutto sostenibili.

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E’ del tutto evidente che non si vuole mantenere una produzione coreutica di livello, organica e funzionale alle realta’ territoriali, percorrendo dinamiche di pura circuitazione dei corpi di ballo, per favorire interessi di Impresari e Agenzie spurie mortificandone pesantemente la qualità produttiva.
Occorre ridisegnare una vera riforma strutturale per l’insieme delle Fondazioni Lirico Sinfoniche ma questa espressione artistica e la sua produzione di alta qualità, parimenti alle altre legate all’arte musicale, deve trovare una sua compiuta legittimazione, con parametri di erogazione specifici che determinino risorse adeguate e la non dispersione di professionalità importanti, ricostruendo una stabilità occupazionale funzionale alle dinamiche Settoriali e avendo come principio cardine la qualità produttiva all’interno di ogni singola Fondazione Lirico Sinfonica anche ipotizzando un’architettura organizzativa coreutica sinergica e più funzionale al Settore.

SLC CGIL Area Vasta Fi Po Pt, SLC CGIL Nazionale, P. la Segreteria Area Produzione Culturale, Cristina Pierattini il Coordinatore Nazionale Silvano Conti