Pinotti,il compito della Chiesa è richiamare l’attenzione verso i fratelli in difficoltà

“Senza alcuno spunto polemico nei
confronti di monsignor Galantino, vorrei ricordare che il compito della Chiesa e’ richiamare l’attenzione verso i fratelli
in difficolta’, e quello dello Stato dare risposte razionali a un
problema complesso”. Lo afferma il ministro della Difesa Roberta
Pinotti in una intervista alla Stampa in cui sottolinea che alla
tragedia dei migranti non si puo’ rispondere solo con il Trattato
di Dublino: le “vecchie regole” dell’Europa non bastano piu’.
“L’accoglienza non porta voti – sottolinea – ma la vita delle
persone e’ piu’ importante e non ci siamo mai sottratti alle
responsabilita'”. Quanto alle parole del segretario generale
della Cei, Pinotti afferma che la polemica e’ “rientrata dentro
una dimensione di ragionamento su un fenomeno difficile. Il colloquio su Famiglia Cristiana era confidenziale, reso emotivamente forte dalle cose viste e sentite e non certo dalla
volonta’ di accusare o dare una frustata al governo. L’auspicio a fare di piu’ vale per tutti, ma io non mi sento di dire che il governo sia stato inattivo e non stia facendo un grande sforzo.
Basti vedere il lavoro straordinario degli uomini e delle donne
della Marina, dell’Aeronautica, della Guardia costiera, della Finanza… La missione Mare Nostrum ha visto 900 persone al lavoro tutti i giorni e ha salvato 156 mila migranti. E con Mare Sicuro, attiva da marzo, abbiamo gia’ tratto in salvo circa 86 mila persone”.
“Il punto centrale – aggiunge Pinotti – pero’ sono le norme
europee, ecco il cambiamento principale da fare. Grazie all’Italia, un’Europa che era sorda al fenomeno ha cominciato a reagire. Adesso e’ evidente che si tratta di un problema europeo
e che rispondere con le vecchie norme di Dublino, nate per l’immigrazione economica, non e’ piu’ sufficiente, anzi e’sbagliato”.

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