Le case rase al suolo dei palestinesi scatenano la violenza. Condanna della Croce Rossa

Testimonianza della Croce Rossa.

Manifestazioni e scontri, ma dietro alla situazione di violenza si contrappongono due parti che ancora non hanno esaurito le energie per il conflitto. In particolare da parte palestinese c’è un’esasperazione cresciuta dopo l’ultimo conflitto che ha schiacciato i territori occupati, mortificati da due catastrofi post belliche. Una è la mancata bonifica dei territori e quindi l’agricoltura che non riesce a ripartire, e la seconda un fatto grave, denunciato anche dalla Croce Rossa Internazionale, è che per i palestinesi ritenuti responsabili d crimini le autorità israeliane procedono con l’abbattimento delle case dei responsabili, mettendo in mezzo alla strada intere famiglie.

Ruspe israeliane case rase alsuolo palestinaIl Comitato Internazionale della Croce Rossa esorta il governo israeliano a cessare immediatamente i piani per la distruzione punitiva di sei case private in Cisgiordania. Le abitazioni appartengono alle famiglie di palestinesi accusati di reati penali e la Croce Rossa afferma che le demolizioni sarebbero una specie di punizione collettiva. “Le famiglie e le comunità non devono mai essere punite o ritenute responsabili per le azioni che non hanno commesso personalmente”, ha detto il capo delegazione della Croce Rossa in Israele e nei Territori Occupati, Jacques de Maio.

“Se questo prossimo ciclo di demolizioni va avanti come previsto, si alimenterà l’attuale clima di paura e di punizione e potrebbe essere controproducente”, ha detto de Maio. A seguito all’annuncio del governo israeliano, le forze di sicurezza israeliane hanno avviato il processo di smantellamento punitivo che avrà imminente inizio. Gli attacchi contro i civili e il crescente numero di vittime nelle manifestazioni e in altri eventi, non fanno che alimentare un clima di paura e ritorsioni.

“Gli attacchi contro i civili devono cessare”, ha commentato il capo della delegazione della Croce Rossa in Israele e nei territori occupati Jacques de Maio. “Attacchi deliberati o indiscriminati contro i civili, ovunque essi avvengano e chiunque l’autore, sono inaccettabili e non dovrebbe mai essere giustificata o incitato, in qualsiasi circostanza”. “Qualsiasi uso della forza in risposta alla situazione deve essere proporzionata,” de Maio ha sottolineato. “In particolare, armi da fuoco e munizioni devono essere utilizzati solo come ultima risorsa, per la protezione contro una minaccia imminente per la vita”

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