Camorra: spari nel Napoletano e ad Avellino. Intimidazioni a don Ciotti e al figlio di un boss

Alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi nella tarda serata di ieri a Giuliano, in provincia di Napoli. I proiettili, secondo quanto afferma la polizia avevano infranto una vetrata dell’ingresso.

Polizia di SienaA Terra sono stati trovati due bossoli di calibro non ancora identificato. Nell’appartamento verso cui erano diretti i colpi abita G.C.. Secondo quanto riferiscono gli inquirenti sono stati identificati due pregiudicati A. D. B., esponente di spicco del clan Mallardo, scomparso da qualche mese, e G. M.. Le indagini sono in corso, ma non si esclude che il figlio di Di Biase possa essere stato oggetto di un atto intimidatorio o di un tentativo di
agguato.

Spari anche nell’avellinese contro maglificio dell’associazione Libera. Alcuni colpi di fucile sono stati esplosi alla vigilia dell’inaugurazione della struttura con con d.Ciotti. Bersaglio delgi spari è stata la villa bunker che qualche anno fa era stata confiscata al clan camorristico dei Graziano, poi convertita a un maglificio dopo essere stato affidato all’associazione antimafia Libera.

don-ciotti-libera-movimento-5-stelleCarabinieri e Polizia di Stato stanno effettuando rilievi sul posto, I colpi erano indirizzati al cancello di ferro esterno. L’intimidazione non ha causato danni e la tabella di marcia per l’inaugurazione del maglificio sarà rispettata. A Quindici sarà presenche anche don Luigi Ciotti, il presidente nazionale di Libera che da anni si batte per favorire il riutilizzo dei beni confiscati ai clan. Il sacerdote domani pomeriggio, insieme al prefetto di Avellino, Carlo Sessa, inaugurerà il “Maglificio100Quindici Passi”, destinato a produrre maglieria artigianale.

La villa, appartenuta ai vertici del clan Graziano, è il primo bene confiscato alle mafie in provincia di Avellino. In vista della inaugurazione del laboratorio, per tutta la giornata di ieri gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Avellino, insieme agli agenti del Commissariato di Lauro (Avellino) e al Nucleo prevenzione crimine della Campania, hanno svolto serrati controlli sul territorio del Vallo di Lauro, con posti di blocco e controlli di sorvegliati speciali, pregiudicati e presunti affiliati ai clan Cava e Graziano, che da decenni, nel contesto di una sanguinosa faida, si contendono il controllo delle attività criminali sul territorio.

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Lo scorso mese di settembre, altri colpi di arma da fuoco vennero indirizzati contro l’abitazione del sindaco di Quindici, Eduardo Rubinaccio, e alcuni giorni fa il suo ufficio nella sede comunale è stato preso di mira da ignoti che hanno riversato urina sul pavimento.