Il dramma dei migranti nel limbo dei rifugi di fortuna. La questione approda in Parlamento, interrogazione al ministro dell’Interno

E’ alla luce delle ultime notizie riguardo ai respingimenti avvenuti al Cpsa di Pozzallo, a seguito delle nuove direttive Ue per i rimpatri dei cosiddetti ‘migranti economici’, nonché a seguito degli alti numeri di persone espulse dallo stesso centro, che il M5S ha posto interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno.
E’ alla luce delle ultime notizie riguardo ai respingimenti avvenuti al Cpsa di Pozzallo, a seguito delle nuove direttive Ue per i rimpatri dei cosiddetti ‘migranti economici’, nonché a seguito degli alti numeri di persone espulse dallo stesso centro, che il M5S ha posto interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno.

Marialucia Lorefice«Abbiamo ritenuto opportuno –afferma la parlamentare Marialucia Lorefice- , qualora non sia ancora stato fatto, verificare i fatti al fine di individuare eventuali responsabilità e chiedere al Ministro quali iniziative intenda attuare per evitare il ripetersi di casi analoghi in futuro, sia a Pozzallo, che in tutte le altre realtà particolarmente interessate dal fenomeno migratorio, in quanto città di frontiera, e domandare quali iniziative intenda intraprendere per far fronte alla situazione di limbo nella quale si vengono a trovare i migranti nel momento in cui viene loro notificata l’espulsione nonché per risolvere il continuo rimbalzo di responsabilità tra i diversi Enti coinvolti a vario titolo».

Al centro dell’interrogazione il ruolo, focale, del centro d’accoglienza ibleo e le denunce di Medici senza Frontiere che presta assistenza al suo interno. Nell’interrogazione si legge: “Premesso che il ruolo del Centro di prima accoglienza di Pozzallo (Ragusa) non è solo identificare e registrare, ma anche di fornire primo soccorso ai migranti e garantire una valutazione adeguata dei loro bisogni medici e di protezione; Medici senza Frontiere, che presta assistenza medica all’interno del Cpsa di Pozzallo, in collaborazione con il Ministero della Salute, avrebbe denunciato che tra le persone espulse vi sarebbero donne incinte, minori e persone vulnerabili con necessità di cure mediche.

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Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, avrebbe smentito i numeri di Medici senza Frontiere chiarendo che a prevalere è sempre stato il senso di umanità e sostenendo che al massimo nelle ultime settimane sarebbero stati espulsi 35 migranti perché non possono stare nel centro di primo soccorso per più di 48 ore. Il primo cittadino avrebbe poi chiarito che molti migranti, dopo l’identificazione, devono lasciare il centro. Molti di loro non sanno come sopravvivere. La locale Questura -contattata dalla Lorefice- ha specificato che dei migranti sono stati ri-auditi perché avrebbero ritrattato la loro versione, e che per i migranti espulsi c’è la possibilità di richiedere il rimpatrio assistito presso la locale Prefettura”.

E’ nella stessa interrogazione che la parlamentare Marialucia Lorefice inserisce anche i fatti di cronaca che vedono protagonisti la città di Pozzallo. Questi i fatti riportati dalla Lorefice: La parlamentare sostiene che «che una ventina di ragazzi provenienti probabilmente dal Gambia messi alla porta senza un’accurata indagine, con un foglio scritto che intimava loro di lasciare l’Italia entro sette giorni, pena una multa, abbiano sfondato le porte dei locali della stazione ferroviaria di Pozzallo, ormai in disuso, trovandovi momentanea sistemazione, e vivrebbero lì da un mese circa.

Destano molta preoccupazione soprattutto le condizioni igieniche. Ancora una volta, sembra siano dei volontari a prestare assistenza e soccorso, mentre il Comune avrebbe fatto realizzare una tenda dalla protezione civile in c.da Raganzino, per accogliere i migranti in difficoltà, dando loro brandine e materassi». Tra le motivazioni dell’espulsione, aggiunge il M5S nell’interrogazione: “Sembra i migranti abbiano avuto difficoltà a capire cosa veniva loro chiesto, non sarebbero state fatte indagini accurate tali da poter capire se si trattasse di migranti economici o richiedenti asilo, altri sarebbero stati espulsi senza che venisse loro rivolta alcuna domanda”.

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Lorefice oltre a contattare la Questura di Ragusa, ha ritenuto doveroso informare della vicenda il sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno, Domenico Manzione, in occasione dell’audizione presso la Commissione d’inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti.