Associazione no-profit nel mirino della Finanza accusata di evasione fiscale. Sequestrati oltre 26 milioni di euro

Roma – In passato aveva vinto importanti battaglie in favore dei medici e degli specializzandi. I ricorsi al Tar presentati da un’associazione che fornisce assistenza legale ai medici, aveva fatto sborsare, almeno sulla carta una bella sommetta allo Stato che in passato si era dimostrato avaro, in denaro e diritti, nei confronti della categoria medica. Stavolta, invece lo Stato a bussato alla porta dell’associazione contestando una presunta evasione fiscale di 26 milioni e mezzo di euro.

medico-con-soldi-studio[1]Nella mattinata di oggi, infatti, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, anche nella forma “per equivalente”, emesso dal GIP presso il locale Tribunale, fino a concorrenza dell’importo di circa 26,5 milioni di euro. Il provvedimento come detto è stato firmato dal giudice in relazione a presunte accuse di un articolato sistema di evasione fiscale messo in atto da associazioni culturali, operanti nel settore dell’assistenza legale ai medici.

L’operazione di servizio consegue alle complesse indagini svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica capitolina, in ordine ad associazioni no-profit costituite, stando alle indagini, che avrebbero mascherato attività economiche vere e proprie, in realtà ritenute dai finanzieri strutturalmente “orientate al profitto”.

Le associazioni finite nel mirino avrebbero cambiato nome e ragione sociale, da Associazione culturarale semplice all’aggiunta della specifica “HEALTH” riferita alle cure mediche, per poi cambiare nella “Sanittà nel diritto”. Gli enti, succedutesi nel corso degli anni, avrebbero di fatto fornito servizi di assistenza legale al personale medico, soprattutto sotto forma di azioni legali collettive contro lo Stato italiano per il riconoscimento di rimborsi spettanti ai medici per l’attività svolta durante il periodo di “specializzazione”.

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Lo svolgimento di una simile attività, Stando alle indagini della Finanza, conferirebbe una natura commerciale alle suddette associazioni, le quali avrebbero utilizzato la forma giuridica degli enti no-profit al solo scopo di beneficiare delle relative agevolazioni fiscali e occultare i ricavi derivanti dall’attività economica svolta.

I ricorsi seguiti da tali associazioni erano volti, essenzialmente, all’attribuzione al personale medico di rimborsi per non aver percepito, durante la frequenza di specifici corsi di specializzazione, il trattamento economico stabilito dalle direttive comunitarie.

I medici interessati a fruire di simili prestazioni legali erano chiamati a sottoscrivere una tessera associativa della CONSULCESI (nelle sue varie declinazioni). Il primo anno gratuita e poi a pagamento (a seconda del numero di servizi offerti), nonché a versare ulteriori corrispettivi (con tariffe diversificate a seconda del grado di giudizio) per aderire al ricorso.

In caso di vittoria, inoltre, l’associazione avrebbe trattenuto una parte delle somme liquidate a titolo di compenso per la propria prestazione. Dalle indagini emergerebbe che negli anni dal 2006 al 2014, sarebbero stati omesse le dichiarazioni dei ricavi per oltre 70 milioni di euro ed oltre 11,5 milioni di euro I.V.A.. Tuttavia ancora deve essere chiarita la modalità degli incarichi, poiché gli stessi sarebbero stati affidati a studi legali, attività per la quale non sembra siano stati coinvolti.