Riforma penitenziaria, il Garante: Attuare le misure di ridimensionamento delle detenzione femminile

Firenze –  Il Garante dei detenuti al convegno sulla riforma del 1975 e le conseguenze della condanna della Corte europea dei diritti umani. “Affrontare le emergenze: a Sollicciano detenute morsicate dai topi, a San Gimignano scarseggia l’acqua potabile”. Tre giorni di lavori nella sede del Consiglio regionale della Toscana: domani si parla di Opg

Tre giorni di lavoro sulla riforma carceraria e le conseguenze della condanna della Corte europea dei diritti umani. È iniziato questo pomeriggio a Firenze, nella sede del Consiglio regionale, e proseguirà nella giornate di domani, venerdì 11 e sabato 12, il convegno “La riforma penitenziaria del 1975. Un bilancio disincantato dopo la condanna della Corte europea dei Diritti umani”.

carcere femminile“Si parte dal contributo di Firenze alla riforma e con la presentazione di una antologia di scritti di uno dei principali attori di questa riforma: Alessandro Margara – dice Franco Corleone, garante regionale dei detenuti –. Un volume fondamentale, se si vuole capire l’origine della riforma con la capacità di guardare al futuro. Pensieri attualissimi per chi intenda ragionare di carcere, di pena”. La raccolta di scritti di Margara, “La giustizia e il senso di umanità“, antologia su carcere, Opg, droghe e magistratura di sorveglianza, ha dato modo di affrontare questioni attuali. “Un confronto tra i grandi principi della riforma, che in parte non è stata attuata, in parte non è più adeguata a dare risposte al mondo carcerario come si presenta oggi – spiega Corleone –, e le emergenze della quotidianità. Anche in Toscana, dove, è notizia di questi giorni, alcune detenute sono state morsicate dai topi, e ci sono i topi nel carcere di Prato e in quello di Porto Azzurro. Nel carcere di San Gimignano scarseggia l’acqua potabile. Cosa ha a che fare tutto questo con la pena?”. Quotidianità e orizzonti alti: “Grandi contaddizioni che vanno affrontate, se vogliamo che la parola riforma abbia un senso. Si dovrebbero attuare misure di ridimensionamento se non di abolizione della detenzione femminile in carcere. Per farlo, bisogna eliminare leggi criminogene come quella sulle droghe. E poi l’abolizione dell’ergastolo”.

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Il convengo, voluto dal coordinamento magistrati di sorveglianza, è stato realizzato a cura del Garante diritti detenuti Regione Toscana, della Fondazione Giovanni Michelucci, del dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e delle associazioni ‘L’Altro diritto’ e ‘La Società della Ragione’.

“Domani (dalle 9 nell’Auditorium di palazzo Panciatichi, per tutta la giornata, ndr) parleremo di ospedali psichiatrici giudiziari”, ancora drammaticamente aperti e in attesa che le Regioni diano forma, nella maggior parte dei casi, alle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Tra gli interventi, Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte Costituzionale. Le conclusioni saranno affidate al sottosegretario di Stato al ministero della salute, Vito De Filippo.

Il programma del convegno