Sara Tassi: quando una matita traccia la linea del destino

Intervista di Marco Norcini (MNnews.it) Firenze – Sara Tassi è giovane, creativa, sorprendente nelle sue scelte e di carattere. Con una laurea conseguita al Polimoda di Firenze, la stilista Figlinese, intraprende una gavetta da responsabile dell’Ufficio Stile in quotate aziende del settore. Poi sopraggiunge la crisi. Mentre le grandi griffe fanno la cura dimagrante, anche a scapito dei giovani, dei buoni giovani, anche Sara perde il lavoro. Ma in lei cresce l’idea delle sfida. E’ il 2009 quando decide che quello sarà il momento di svolta, grazie a una buona dose di incoscienza, di coraggio e creatività, Dalla sua matita esce una linea tutSara-Tassita sua e una casa di moda destinata ad affermarsi: la Maison39.

Dal 2009, Maison39 ha permesso a Sara Tassi di ottenere ottimi riscontri di pubblico e collaborazioni prestigiose. Nel 2015 è stata selezionata per la Casa delle Eccellenze, l’angolo di Expo fiorentino dedicato all’artigianato d’eccellenza toscano.

Sara, quando hai deciso che avresti fatto la stilista?

sara tassi2La passione per la moda credo di averla sempre avuta sin da piccolissima; in particolare mi attraevano i tessuti con la loro varietà e gamma di colori. Che potesse diventare un vero e proprio lavoro è una consapevolezza che ho acquisito con la maturità. Dopo le scuole superiori dovevo scegliere cosa avrei fatto da grande e dinanzi alla prima vera scelta sul mio futuro non ho avuto dubbi e così mi sono iscritta al Polimoda di Firenze.

Hai qualcosa che ti ispira particolarmente e che ricorre nelle tue creazioni?

Il mio è un brand completamente made in Florence, dalle stoffe alla lavorazione vera e propria fatta di tradizione, conoscenza dei materiali e mestiere: questo è il tratto distintivo di tutte le mie collezioni. Ho la fortuna di avere a disposizione un osservatorio straordinario: Firenze con le sue meraviglie d’arte è una fonte continua di ispirazione, il fatto che sia una città a vocazione turistica poi concentra in poco spazio mille nuove idee e influenze provenienti da tutto il mondo.

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Come avviene il processo creativo, qual è la scintilla che ti mette in moto la mente?

Sara Tassi-stilistaSenza dubbio il tessuto. Tutto parte da lì, prima è il vuoto. Ho i miei fornitori fidatissimi che ho selezionato negli anni e poi c’è la mia ricerca personale in giro per l’Italia e per il mondo. Quando si visita una città o un posto nuovo c’è chi è ansioso di provare il piatto tipico, io di scovare i tessuti locali. Niente mi dà più entusiasmo, a quel punto quasi sempre gli abiti prendono forma dalla mia matita come per magia.

Perché proprio la scelta della mantella come capo di abbigliamento da valorizzare?

Perché è un capospalla che ho sempre amato: la mantella in lana è un capo storico che a un certo punto le donne hanno rubato dal guardaroba maschile, i grandi stilisti poi lo hanno reso raffinato e glamour. Quest’inverno l’abbiamo vista in tutte le passerelle ma in realtà non è mai passato di moda. Io ho voluto darne una mia personale interpretazione sin dalla mia prima collezione. Volevo che fosse contemporanea, giovane, finalmente facile da indossare e soprattutto versatile. Il fatto che sia amatissima dalle ragazze molto giovani ma anche dalle donne adulte me lo conferma: basta cambiare un accessorio per farla diventare da elegante a rock. Quando un capo sa adattarsi al gusto e alla personalità di chi lo indossa e non viceversa penso di aver fatto centro.

Parla un po’ dei materiali. Perché ne scegli uno piuttosto che un altro e in quale rapporto entrano con il disegno del capo?

Lane e cachemire sono i miei tessuti prediletti per l’inverno in fantasia jacquard, pied del pulle, fantasie etniche e naturalmente in tinta unita. Per l’estate non può mancare mai la seta nelle mie capsule collection. Tessuti naturali e materiali di altissima qualità: sono le mie condizioni essenziali per mettermi al tavolo da disegno e iniziare a pensare i modelli. Perché un capo deve essere bello alla vista ma anche al tatto.

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Che visione hai della donna? Come deve essere per te?

Amo la donne decisa e determinata nelle sue scelte, giovanissima o adulta, femminile o androgina, raffinata, bon ton oppure creativa ma che possieda una sua ben precisa personalità che a me spetta solo valorizzare. Credo che un abito debba vestire e dare forma a un’idea che esiste già, senza imposizioni.

Quanto di te e della tua vita personale entra nelle tue creazioni?

Tutto! I miei abiti sono in fondo un’altra declinazione di me stessa.