Salva-banche: depositati altri 9 esposti in altrettante procure. Le accuse sono Truffa ed appropriazione indebita

Roma – Un ennesimo esposto denuncia è stato inviato oggi alle 9 procure della Repubblica, (Roma, Firenze, Arezzo, Ancona, Ferrara, Chieti, Pesaro, Macerata, Jesi), da Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto di indagare sulle “ragioni che hanno indotto Bankitalia a svilire le valutazioni, che se effettuate a prezzi di carico, almeno nei bilanci di Banca Marche e Banca Popolare dell’Etruria”, si legge in una nota delle due associazioni dei consumatori, invece di apparire un regalo alle banche acquirenti, “avrebbero – prosegue la nota – consentito ad azionisti ed obbligazionisti espropriati, di ottenere il rimborso integrale dei loro sudati investimenti”.

Rosario TrefilettiNelle 7 pagine di esposto-denuncia e 2 allegati, anche i quesiti che potrebbero essere sciolti da periti nominati da Adusbef, Federconsumatori, si chiede alle procure attraverso i periti “chi ha identificato i crediti dubbi che le quattro banche hanno ceduto alla bad bank? Sono state escluse dal processo di selezione le tre banche finanziatrici, che sarebbero state in palese conflitto di interesse? Una parere di congruità indipendente pare indispensabile” domanda Federconsumatori all’Autorità giudiziaria.

E ancora: “Qual è il tasso di interesse del prestito delle tre banche finanziatrici al fondo di risoluzione? Considerato che i rischi sono alquanto limitati e tenuto conto della circostanza che sul mercato i tassi correnti sono pressoché nulli o negativi per prestiti privi di rischio”, ne consegue, e qui le due associazioni dei consumatori affondano il coltello sulle banche “…un tasso fuori mercato qualificherebbe un improprio trasferimento di ricchezza a danno dei titolari delle passività subordinate”.

Ma un ulteriore quesito viene posto alla magistratura. “Secondo quale principio Cassa depositi e prestiti (e quindi de facto lo Stato italiano) è chiamata a prestare una garanzia per 400 milioni di euro per un impegno finanziario di tre banche private che ricevono una remunerazione per i rischi sostenuti? Quale prezzo è stato pagato a Cdp a fronte della garanzia? Laddove non sia stato pagato alcun prezzo per “l’opzione put” venduta da Cdp, tale prezzo è stato scontato in un minor tasso d’interesse sul finanziamento concesso dalle tre banche rispetto a quello di mercato?”

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“Qualora la stima definitiva della svalutazione dei crediti dubbi fosse più elevata di 17 centesimi perché è previsto che il profitto vada direttamente al fondo di risoluzione? Perché invece non si è ipotizzata una procedura per ripristinare una corretta redistribuzione dei rischi tra i vari soggetti economici, ivi inclusi i titolari di prestiti subordinati che hanno visto azzerati i risparmi investiti ?”.

Alla luce dei fatti narrati- affermano nell’esposto delle associazioni dei consumatori – si chiede alla competente A.G. di svolgere le indagini che riterrà opportune e necessarie circa il comportamento delle persone coinvolte nella vicenda denunciata, al fine di verificare l’eventuale sussistenza di fatti costituenti reato posti in essere in danno di decine di migliaia di risparmiatori espropriati dei propri beni tutelati dall’art.47 della Costituzione, già per i reati p.e p. dagli artt. 81, 640 e 646 c.p., con le aggravanti di cui all’art. 61 nn. 7 e 11 c.p., e/o per gli altri differenti reati che la S.V. ravvisi nei fatti sopra descritti.

Con espressa istanza di punizione degli eventuali responsabili – conclude la nota – per i reati che la SV riterrà configurabili e sussistenti a loro carico. Si fa espressa riserva di costituirsi parte civile nell’instaurando procedimento penale anche al fine di contribuire alla affermazione della penale responsabilità dei suddetti soggetti. Si chiede di ricevere avviso di eventuale richiesta di archiviazione ex art. 408 c.c.p.

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