Sani PD: Lo Stato intervenga sulla Laguna di Orbetello, ma non rinvii la decisione

Roma – “La vicenda pluridecennale delle difficoltà di manutenzione e gestione della laguna di Orbetello, non può che avere due sbocchi: o l’adesione dello Stato all’accordo di programma sottoscritto lo scorso Febbraio da Regione ed Enti locali, oppure l’impegno diretto da parte dello stato». Riassume così l’on Luca sani il senso dell’ordine del giorno presentato insieme all’on Luigi Dallai, poi approvato dalla Camera dei deputati insieme alla legge di stabilità”.mulino-laguna-di-orbetello

Sani: «lo Stato deve scegliere in che modo intervenire sulla laguna, ma non può più rinviare la decisione. Risorse per la gestione e per la continuità produttiva delle aziende della filiera ittica»

L’Odg chiede al governo spiega Sani di “aderire all’accordo di programma per la gestione della laguna di Orbetello tramite il Ministero dell’economia e delle finanze, in qualità di ente titolare della proprietà demaniale marittima, oppure di valutare altre forme di gestione della laguna che prevedano comunque il oinvolgimento diretto dello Stato”.

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Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

“L’impegno chiesto al governo – aggiunge Sani – non si limita a questo, perché abbiamo chiesto di stanziare annualmente adeguate risorse economiche per assicurare, di concerto con gli altri enti territoriali preposti, la corretta gestione del complesso e delicato ecosistema ambientale della laguna di Orbetello. Con il fine di prevenire e contrastare, anche attraverso la realizzazione di adeguati interventi infrastrutturali ad oggi mancanti, i disastri ecologici che ciclicamente stanno interessando la fauna ittica”.

“Nella stessa logica – conclude – abbiamo chiesto stanziamenti economici, agevolazioni ed interventi contributivi e creditizi per le attività della filiera ittica, parallelamente ad ammortizzatori sociali per i lavoratori del territorio danneggiati dalla recente moria di pesce verificatasi in laguna. L’obiettivo è sostenerne la continuità produttiva e occupazionale, anche attraverso un apposito finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura, istituito dall’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, numero 154”.

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