Killer in corsia. Rossi: Non si getti discredito sulla categoria. Saccardi: Storia orribile, collaboriamo con la giustizia

Firenze – “Un episodio negativo e terribile come quello di Piombino, anche se dovesse venire confermato, non deve assolutamente gettare fango sulla categoria o sul sistema sanitario toscano e italiano”.

Infermiera flebo

Così il presidente Rossi, interpellato a Roma a margine della Conferenza Stato Regioni, ha commentato la notizia dell’arresto dell’infermiera con l’accusa di aver ucciso 13 pazienti.

Enrico Rossi“Anche frequentando per ragioni familiari gli ospedali toscani – ha aggiunto Rossi – mi sono reso conto di quanto sia duro questo lavoro e con quanta passione, dedizione e giusto orgoglio professionale lo svolga la maggior parte degli operatori sanitari, tanto da ricevere, dopo il ricovero, i sinceri rigraziamenti dei pazienti e dei loro miliari”.

Per l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi si tratta di “…una storia orribile, alla quale si fa fatica a credere. Una storia che purtroppo rischia di gettare discredito su una categoria, quella degli infermieri, che invece è fatta da persone che svolgono il loro lavoro con competenza, professionalità, dedizione, spirito di sacrificio, grande senso etico. Il mio pensiero e la mia solidarietà ai parenti delle vittime”. Poi Saccardi ringrazia i carabinieri del Nas e la magistratura, “…che hanno condotto le indagini, alle quali la Asl ha collaborato e a ha dato impulso. Verificheremo – aggiunge l’assessore – se vi sia adeguata attenzione nella valutazione dei casi; voglio tuttavia sottolineare che l’indagine è partita sulla base di due denunce da parte del SSR e che, appena avuto il sospetto del coinvolgimento dell’indagata nei fatti, l’infermiera venne spostata dal suo posto di lavoro”.

Toscana, l'assessore Regionale alla Casa Stefania saccardi

Toscana, l’assessore Regionale alla Salute Stefania saccardi

L’assessore Saccardi prosegue affermando che come istituzione “…continueremo ad assicurare alla giustizia tutta la nostra collaborazione nel proseguimento delle indagini. Voglio sottolineare ancora che si tratta di un caso isolato: la missione di un infermiere non è certo quella di dare la morte, ma invece di curare, assistere, alleviare il dolore. E questo fanno, con deontologia professionale, gli infermieri del servizio sanitario toscano”.

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Intanto oggi pomeriggio alle 16 la direttrice della Asl Toscana nord ovest Maria Teresa De Lauretis ha tenuto una conferenza stampa all’ospedale di Livorno per illustrare i fatti e presentare il proficuo percorso di collaborazione con la magistratura e con i Nas. Appena avute le prime conferme, fanno sapere dalla Asl, l’infermiera è stata trasferita dal reparto al poliambulatorio, dove non vi è somministrazione di farmaci.

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