Treviso, infermiera simula la vaccinazione, in realtà butta via la fiala

VACCINAZIONI A TREVISO. ZAIA, “TOLLERANZA ZERO SE IDENTIFICATI REATI E COLPA. VICENDA OLTRE IL DIBATTITO SU SI’ O NO. NON EROGATO UN SERVIZIO CHIESTO E PAGATO DALLA Venezia, 19 aprile 2017

“E’ una vicenda sconcertante che, prima di tutto, impone una serie di valutazioni oggettive”.

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando la notizia di un’assistente sanitaria dell’Ulss 2 Marca Trevigiana che, addetta alle vaccinazioni, avrebbe simulato la loro effettuazione, gettando invece via le fiale.

“Prima di tutto – dice il Governatore – non bisogna dimenticare che la sanità è un valore primario, che significa sicurezza per tutti, per noi che la eroghiamo e per i cittadini che ricevono il servizio. Peraltro in questa vicenda – continua Zaia – si va ben oltre il dibattito su sì o no ai vaccini: qui siamo alla presunta non erogazione di un servizio richiesto e pagato dalla gente, oltre che previsto dalla Costituzione. E quand’anche – aggiunge – un operatore sanitario intendesse obbiettare, lo deve fare manifestando il suo problema e chiedendo di essere assegnato a un diverso incarico, non certo facendo mancare un servizio alla popolazione”.

“Non si agisce così rispetto a genitori fiduciosi e a bimbi inconsapevoli, facendo correre gravi rischi – conclude Zaia – ed è per tutti questi motivi che, se alla fine saranno identificate ipotesi di reato e colpe, rispettosi delle indagini interne già avviate dalla Ulss e del lavoro in corso da parte degli inquirenti, chiediamo alla magistratura di aiutarci a fare definitiva chiarezza e, se comprovate le responsabilità, alla Ulss di applicare il principio della tolleranza zero”.

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