Il dorato sogno di Matteo

di Stefano Adami

Dopo le primarie

Dunque il rito del Vitello d’oro è stato finalmente celebrato. Le tanto attese Primarie del Pd ci sono state. I risultati, anch’essi, erano quelli attesi. Renzi ha dimostrato bene quanto, al momento, due terzi del partito (e qualcosa in più) siano di sua proprietà. Per uno che aveva detto e ridetto che se perdeva il referendum di dicembre chiudeva con la politica, non è male, come risultato. Ma torniamo al punto. Due terzi del partito sono suoi. Ma di che tipo di partito? Un partito che porta alle primarie meno della metà dei votanti alle primarie di pochi anni fa. Quindi Renzi possiede due terzi del cinquanta per cento dell’X dei bei tempi.
E che natura hanno quei due terzi di Matteo? Vediamo. Alle primarie sono stati invitati anche a votare i migranti. I minori dei 18 anni di età. I residenti in Italia senza, ahimè, diritto di voto nel paese. A quanto pare, quindi, questi sono tutti voti che hanno contato nelle primarie renziane, ma che sono indisponibili in qualsivoglia elezione italiana.
Nel pd che verrà fra pochi giorni, il dissenso sarà totalmente bandito. O renziani o nulla. E’ logico dunque aspettarsi qualche altra uscita. Da parte di quell’ultimo terzo non renziani. Perchè restare dove non sei benvoluto?
Matteo è convinto che vittoria alle primarie significhi vittoria nel paese. Che possa così riprendere una valanga di voti italici e tornare premier. E riprendere pari pari i suoi disegni governativi dal 4 dicembre 2016, dal giorno in cui sono stati brutalmente strappati. Per questo, fra pochi mesi ci saranno le elezioni.
Allora si vedrà il vero peso del sogno renziano.

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