“Microfoni d’agosto”

di Stefano Adami
Agosto è appena iniziato e già l’elenco delle follie italiche si allunga. Renzi strappa i microfoni ai giornalisti e li tira per terra. Forse voleva fare un polverone? Certo, si può capire che per un impaziente come lui dover andare avanti alla cieca – come ormai fa dallo scorso gennaio – senza sapere se e quando potrà ritornare in sella, è logorante. Sta a guardare il governo Gentiloni, e deve ogni volta ricordare che se quel governo strappa un successo, è grazie al governo precedente Renzi. Stressante. Ma questo non lo giustifica. Ha ‘un caratteraccio’, dice? E la moglie lo conferma? Nemmeno questo lo giustifica. Se hai un caratteraccio ti rieduchi il carattere. Fate voi la prova. Uscite di casa e cominciate a strappare le cose e buttarle per terra. Andate in ufficio e idem, strappate le cose e buttatele per terra. E vedete quali sono le conseguenze. Eventualmente spiegatevi: ‘ho un caratteraccio’. Chiamate vostra moglie a confermare. Vediamo cosa succede.
Insomma, la favola continua dicendo che lui era uno statista. Una volta. Un grande statista. Lui, la Boschi, Alfano, la Madia, la Mogherini. Tutti grandi statisti. E poi, c’è il boom del lavoro in Italia, non ve ne siete accorti? E’ il primo d’agosto, e c’è il boom del lavoro. Secondo gli ultimi dati, non c’erano così tanti occupati dai tempi della campagne di Giulio Cesare in Gallia. Sono i dati del Mago Otelma.
Tutti in silenzio ad aspettare le elezioni siciliane. E’ da lì che si capirà come andranno le cose. Questa è la dottrina che gira fra i politici di professione, in queste settimane. Attendere le elezioni siciliane e vedere. Beh, una nuova vittoria del Pd sembra alquanto improbabile, dopo il disastro Crocetta. Forse se il Pd riesce a presentare Cristiano Ronaldo, chissà, forse in quel caso c’è una reale possibilità. Alfano è tornato da Zio Berlusca proprio in vista della Sicilia. E’ il politico bicefalo: ministro di un governo e candidato della sua opposizione. Ma finchè gli italiani permettono, questi tizi hanno ragione a fare l’impossibile. Tanto, cos’hanno da perdere?
E i 5s in Sicilia? Forse una possibilità concreta loro ce l’hanno, a patto di presentare una squadra solida. Gente preparata, affidabile, di sostanza, di parola. Non è mica facile.
Concludiamo con la storia dell’estate: la ‘sinistra unita’. Pisapia, con la sua faccia e i suoi occhi a palla da burattino Pinocchio, intendeva accreditarsi come l’anti-Pd. Poi sbaciucchia la Boschi. Dice che con lei si sente a casa. Si semte a casa alla Festa dell’Unità, dopo che i renziani hanno distrutto l’Unità (il giornale e altro, in tutti i sensi). Ha fatto con poca convinzione il sindaco di Milano, figuriamoci se può fare il ‘federatore’ della sinistra. Mavvia, Pisapia.
Un’altra faccina simpatica è quella, da bimbo bello, di Tomaso Montanari. Il critico d’arte, il giovane Sgarbi, che è sceso in campo. A sinistra anche lui. Si gloria, nel suo discorso di presentazione, di aver criticato d’Alema con il vecchio d’Alema seduto davanti a lui. Un po’ in ritardo. D’Alema andava criticato 20 anni fa. Insomma, sono degli scattisti. Vanno a scatti, più che altro. Andare tutti in Sicilia. A scatti. Poi si vedrà.

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