Firenze, Richard Ginori: flash mob dei lavoratori

Richard Ginori, flash mob dei lavoratori a Firenze: uno striscione (“Non fermate le mani che creano la bellezza”) è stato issato tramite dei palloni aerostatici sulla facciata del Bargello (e poi anche nel cortile). Banchini delle lavoratrici che hanno donato manufatti creati sul posto a psaanti e turisti. I sindacati: “La bellezza per sensibilizzare sulla vertenza”

Firenze, 23-9-2017 – “Non fermate le mani che creano la bellezza”: recita questa frase lo striscione che è stato issato sulla facciata del Bargello (su piazza San Firenze), tramite dei palloni aerostatici, dai lavoratori della Richard Ginori, questo pomeriggio. Durante questo flash mob, sempre in piazza San Firenze, sono stati fatti dei banchini dove delle lavoratrici hanno donato decori e manufatti creati sul posto a passanti e turisti.

L’iniziativa ha anticipato l’inaugurazione della video-installazione “La fabbrica della bellezza. La Manifattura Ginori e il suo popolo. Video-Ritratti di Matilde Gagliardo”: 21 ritratti in video degli operai Ginori proiettati nel cortile del Museo Nazionale del Bargello (lo striscione è stato issato anche dentro il cortile del Bargello). La video-installazione è legata e complementare alla mostra in corso al Museo Nazionale del Bargello, “La fabbrica della bellezza. La Manifattura Ginori e il suo popolo di statue” (18 maggio-1° ottobre).

“L’iniziativa dello striscione, che si lega alle mostre al Bargello, vuole da una parte testimoniare il vincolo inscindibile tra la Richard Ginori e il Museo di Doccia, tra il popolo dello stabilimento e il popolo di statue del Bargello, tra la bellezza di Firenze e quella del lavoro di qualità; dall’altra parte, vuole continuare a sensibilizzare sulla vertenza – dicono i sindacati -. All’azienda si chiede ancora maggiore determinazione a completare l’acquisto dei terreni che ospitano lo stabilimento, e si ribadisce con forza la richiesta agli istituti di credito di chiudere la trattativa per la cessione dei terreni senza speculare sulla pelle dei lavoratori”.

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