Puglia, prevenzione vaccinale: necessarie più risorse

Prevenzione vaccinale in III commissione

Qual è in Puglia lo stato di applicazione della legge n. 119/2017 in materia di prevenzione vaccinale? Se ne è parlato nel corso dei lavori della III commissione, su iniziativa di Marco Lacarra, in cui sono stati ascoltati i referenti della 6 ASL pugliesi e l’Anci Puglia.
La legge 119, com’è noto, ha allargato il numero delle vaccinazioni obbligatorie per la fascia 0-16 anni, ponendo questa condizione come requisito di accesso per l’iscrizione alle scuole dell’infanzia, mentre per quelle primarie e secondarie di I e II grado è prevista la sanzione pecuniaria. A seguito di ciò gli ambulatori vaccinali delle aziende sanitarie si sono trovate negli ultimi mesi a dover fare fronte a carichi di lavoro maggiori rispetto ai quali spesso non sono attrezzati, sia da punto di vista degli organici che della vetustà e inadeguatezza strutturale. Nonostante questo non sono emerse situazioni eclatanti di disagio o di disservizi, in virtù dell’impegno delle direzioni aziendali e degli operatori. Un grosso contributo è derivato anche dell’accordo, siglato nel settembre scorso, tra Regione, Ufficio scolastico regionale e ANCI che ha consentito di codificare una procedura semplificata per la verifica da parte delle scuole dell’assolvimento dell’obbligo vaccinale delle famiglie e dall’intesa raggiunta sempre dalla Regione con Federfarma Puglia, in base al quale le farmacie provvedono a certificare l’assolvimento dell’obbligo vaccinale dei bambini fino a 6 anni di età, sgravando le ASL di un adempimento oneroso e dando la possibilità di dedicarsi alle altre attività previste, in particolare quelle vaccinali.
Altre criticità evidenziate dalle ASL riguardano la necessità di raccordare meglio il sistema informativo dedicato Giava con le scuole e le farmacie, mentre la carenza di personale non fa riferimento solo al personale medico e paramedico, ma anche a quello amministrativo formato, soprattutto in funzione della gestione del sistema sanzionatorio e del conseguente contenzioso che si andrà a instaurare con gli inadempienti.
Le ASL, con riferimento ai nuovi Livelli essenziali di assistenza che prevedono vaccinazioni gratuite per anziani, hanno in cantiere iniziative al riguardo (richiesta è partita da Lacarra). Ma occorre fare i conti con le risorse a disposizione. Per la prevenzione la Regione dovrebbe dedicare il 5% del FSR, ma le risorse dedicate di fatto sono notevolmente inferiori.
Infine è stato precisato – su richiesta di Amati – che il sistema di georeferenzazione degli inadempienti attuato nella ASL TA può essere mutuato anche nelle altre ASL per fotografare in maniera mirata la situazione.

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