Diplomati magistrali, 3.5 milioni in piazza.Si prospetta una mobilitazione ad oltranza

Aule chiuse nel primo giorno di scuola del nuovo anno. Lunedì 8 gennaio, è prevista una manifestazione di protesta davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma. E le altre città non staranno a guardare: ilprogramma dei manifestanti prevede infatti sit in davanti agli Uffici Scolastici Regionali di Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari. Tutta colpa, hanno fatto sapere i Cobas a fine anno quando hanno annunciato il calendario delle proteste, della “vergognosa” sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.

La vicenda è complessa e riguarda nello specifico il diritto leso dei diplomati magistrali a
nte 2001-2002 , categoria di insegnanti abilitati per decenni bistrattati dai dirigenti e dalla politica, ad essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento (Gae). Da parte delle principali organizzazioni sindacali (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams) è stata chiesta “una soluzione politica in grado di ricomporre i diritti di tutti”, consentendo tra l’altro di “riaprire le graduatorie d’istituto per permettere l’inserimento dei docenti che, collocati in Gae e quindi in prima fascia d’istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia”. Daremo maggiori informazioni sui presidi presenti in tutta Italia.E’ lapalissiano che se non verranno accolte le legittime richieste dei docenti che stanno scioperando, si andra al presidio permanente. Il governo – sostengono i precari colpiti dalla sentenza del 15novembre 2017 delConsiglio di Stato-si e’ mostrato sordo, ha giocato a scarica barile, i sindacati , soprattutto i confederati Cisl, Uil, Snals, Cgil, hanno temporeggiato prospettando una soluzione politica ma, ad oggi, siamo davanti ad un bel nulla di fatto. E che vogliamo dire della categoria dei dirigenti? Costoro convinti di poter gestire la scuola come un postificio, fomentano,sentenziano ed affidano incarichi senza rispettare le graduatorie. Bene nel caso in cui o Stato si mostrera’ ancora insesibile alle nostre richieste proclameremo lo sciopero ad oltranza.

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