Il Consiglio di Stato scredita il sistema istruzione. L’ interrogazione parlamentare della sen. Petraglia

GIOVEDÌ 21 DICEMBRE 2017 21.21.27
SCUOLA. PETRAGLIA: CONSIGLIO DI STATO SCREDITA SISTEMA ISTRUZIONE
SCUOLA. PETRAGLIA: CONSIGLIO DI STATO SCREDITA SISTEMA ISTRUZIONE (DIRE) Roma, 21 dic. – “Fa molta rabbia che sia stata mandata in pasto all’opinione pubblica la notizia che ‘boccia’ chi ha mantenuto la scuola dell’infanzia e primaria, alimentando l’idea che chi finora ha retto il sistema di istruzione in realta’ sia un incapace, una persona che non merita la stabilizzazione. In questo modo si scredita e si offende l’intero nostro sistema di istruzione”. Lo afferma la senatrice di Sinistra Italiana-Liberi e Uguali Alessia PETRAGLIA, a margine della sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con cui viene negato l’inserimento in GaE ai diplomati magistrali ante 2001-2002. “Il Consiglio di Stato con ben 7 sentenze – prosegue – tutte passate in giudicato, aveva deciso su questa materia riconoscendo valore abilitante al diploma magistrale, disponendo l’inserimento in GaE. Adesso- continua la Senatrice PETRAGLIA – invece, gli stessi giudici del Consiglio di Stato hanno smentito i propri precedenti giurisdizionali, dando ragione alle tesi del MIUR”. “Siamo preoccupati degli scenari che apre questa sentenza, dato che a tutto questo sommiamo poi anche la chiamata diretta, il bonus premiale e tutto il caos che deriva dalla Legge 107 del 2015. La legge di bilancio poteva essere l’occasione per il PD e il Governo di mettere fine al precariato e invece viene fuori un quadro catastrofico: in diverse scuole i dirigenti – ha concluso PETRAGLIA – saranno costretti a mandare a casa gli alunni perche’ mancheranno gli insegnanti”. (Com/Rai/ Dire)
Iniziativa legislativa a sostegno dei diplomati magistrali

La legge 13 Luglio 2015, n. 107, non ha affrontato il problema, pertanto tra le altre iniziative il gruppo di Sinistra Italiana ha ritenuto affrontare la questione inserendo all’interno della proposta l’articolo 4 con l’intento di porre fine ai continui contenziosi che stanno minando la continuità didattica, inserendo definitivamente nelle GAE i docenti muniti di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002

AS 2764- Istituzione di un piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato nelle scuole e modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107.
Primo firmatario: Alessia Petraglia
Cofirmatari
Loredana De Petris , Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Massimo Cervellini, Peppe De Cristofaro, Giovanni Barozzino

Art. 4. (Apertura delle graduatorie ad esaurimento)

1. All’articolo 1, comma 96, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono iscritti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente anche tutti i docenti muniti di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/ 2002 e i soggetti di cui all’articolo 15, comma 17, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249».

Interrogazioni parlamentari

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02525 presentata da ALESSIA PETRAGLIA
mercoledì 27 gennaio 2016, seduta n.566
PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, URAS – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che:
il concorso pubblico rimane il sistema di reclutamento più trasparente e democratico, mentre la chiamata diretta da parte del dirigente scolastico lede il principio costituzionale della libertà di insegnamento e non è garanzia della sua qualità;
il piano contenuto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, non ha risolto il problema del precariato storico, lasciando insoluto il dramma dei docenti della seconda fascia, dove sono collocati docenti abilitati, attraverso percorsi TFA e PAS, con tanti anni di servizio, anche in materie come matematica per la scuola media inferiore o il sostegno, assenti nelle graduatorie ad esaurimento;
il percorso all’interno del piano straordinario di assunzioni previsto per le docenti e i docenti della scuola dell’infanzia si è fermato alla fase B, con l’assunzione di poco più di 400 persone in possesso del titolo di sostegno, mentre vi sono circa 23.000 docenti, nelle graduatorie ad esaurimento, in attesa dell’assunzione a tempo indeterminato, disattendendo le attese dei molti precari abilitati che da anni lavorano nella scuola pubblica con regolari contratti;
considerato che a breve sarà bandito il concorso previsto dalla legge n. 107 per 63.712 cattedre a tempo indeterminato. A poter partecipare, però, saranno coloro che già sono abilitati. È un concorso interamente computer based, con un conseguente notevole risparmio di tempo, e domande di lingua straniera per tutti gli insegnamenti;
ritenuto che a parere degli interroganti vi sono numerose contraddizioni: non è possibile capire se l’accesso al concorso per i docenti di laboratorio (classi B) sia consentito anche con il solo titolo di studio. Per le classi di concorso di nuova istituzione non esistono docenti abilitati. Per i diplomi magistrali abilitanti è opportuno, alla luce del recente contenzioso, chiarire esplicitamente quali diplomi sperimentali siano equiparati al diploma magistrale, in particolare relativamente alle diverse sperimentazioni linguistiche,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno trovare prima una soluzione definitiva, come un concorso riservato per soli titoli che agisca in modo pluriennale per tutti coloro che sono abilitati e insegnano da anni nella scuola statale, in quanto lo svolgimento del concorso nei tempi previsti risulterebbe, infatti, discriminante per coloro che siano in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, così come stabilito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.

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Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07507 presentata da ALESSIA PETRAGLIA
martedì 16 maggio 2017, seduta n.822
PETRAGLIA – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che:
il concorso per il personale docente bandito con decreti del direttore generale del Ministero dell’istruzione n. 105, n. 106 e n. 107 del 23 febbraio 2016, previsto dalla legge n. 107 del 2015 ed ancora in corso, ha prodotto un numero significativo di idonei senza cattedra, in quanto non rientranti nel tetto stabilito dalla normativa;
la nota n. 15975 del 10 giugno 2016 del Ministero sollecitava gli uffici e le commissioni a mettere in atto tutte le possibili modalità organizzative per garantire la pubblicazione delle graduatorie definitive entro il 15 settembre 2016, in modo da utilizzarle per le assunzioni dell’anno scolastico 2016/2017;
ad oggi, così come riportato su diversi organi di stampa, sono tanti i candidati in numerose classi di concorso che ancora attendono di conoscere, ad esempio in Sardegna, i risultati delle prove scritte;
considerato che il Ministero con la nota n. 15759 dell’11 aprile 2017 ha comunicato il secondo calendario delle prove scritte suppletive. Il calendario è stato anche pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie Speciale – Concorsi ed esami n. 28 dell’11 aprile 2017. Si tratta di docenti che hanno ottenuto ordinanze o sentenze favorevoli ed in particolare di insegnanti tecnico pratici, personale già di ruolo, diplomati magistrale ad indirizzo linguistico, dottori di ricerca, il cui titolo è stato considerato abilitante, docenti che hanno ottenuto l’abilitazione disciplinare o la specializzazione su sostegno, dopo la scadenza per la presentazione della domanda, docenti che hanno ottenuto il riconoscimento dell’abilitazione conseguita all’estero, dopo la scadenza per la presentazione della domanda;
visto che:
la data ultima per le operazioni di stipula dei contratti a tempo indeterminato del 31 agosto è stata prorogata al 15 settembre dal decreto-legge n. 42 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2016, per il solo anno scolastico 2016/2017;
il concorso ha prodotto un significativo numero di idonei senza cattedra in quanto non rientrano nel tetto stabilito dalla normativa, di cui non si conoscono i numeri complessivi, ed è già possibile anticipare che i vincitori (compreso il 10 per cento di idonei) saranno in numero inferiore rispetto ai posti messi a disposizione nel bando;
ritenuto che:
sono tanti i candidati che aspettano di conoscere l’esito delle prove e che in alcune classi di concorso, lì dove si è conclusa la procedura concorsuale, è stata compiuta una drastica ed iniqua selezione. Al punto che una buona quota dei posti disponibili, sempre secondo le notizie riportate da alcuni organi di stampa, è rimasta scoperta, senza un docente titolare;
i compiti da giudicare sono ancora troppi e c’è un continuo balletto delle commissioni esaminatrici, così come si legge sui rispettivi siti internet degli uffici scolastici regionali,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda verificare i fatti esposti e affrontare la questione del concorso a cattedra del 2016, trovando soluzioni celeri per garantire una risposta uniforme a livello nazionale a tutti quei candidati, che aspettano di conoscere in tempi certi i risultati e la pubblicazione delle graduatorie di merito;
se non ritenga inoltre, alla luce delle ordinanze e delle sentenze emanate, di mettere a punto prove concorsuali suppletive e prorogare la data ultima per la stipula dei contratti a tempo indeterminato al 15 settembre, anche per l’anno scolastico 2017/2018, affinché possano essere concluse tutte le operazioni ed assicurare in tal modo la copertura di tutti i posti vacanti, oltre a garantire il diritto allo studio;
inoltre, quale sia il numero complessivo dei vincitori e degli idonei rispetto ai posti messi a disposizione nel bando del concorso a cattedra 2016.

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Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2611/2/07 presentato da ALESSIA PETRAGLIA
martedì 6 dicembre 2016, seduta n. 321
La Commissione,
in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019″,
premesso che:
la scuola pubblica dovrebbe realizzare i seguenti obiettivi:
a) riduzione dell’attuale divario anagrafico tra docente e discente, anche al fine di promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità innovative della didattica;
b) ridefinizione della formazione delle classi e riduzione dell’attuale rapporto dimensionale tra alunni e docenti, in modo da configurare un numero di alunni per classe non superiore a 20, anche in considerazione della presenza di alunni disabili;
c) garanzia della presenza di tutti i docenti di sostegno necessari al progetto didattico, nonché l’assegnazione di docenti di sostegno per tutto l’orario richiesto dal medesimo progetto, fino a coprire interamente l’orario di permanenza a scuola dell’alunno o alunna disabili, se necessario;
d) ridefinizione dell’offerta didattica e formativa, al fine di consentire il pieno sviluppo della personalità degli individui attraverso la definizione di programmi didattici innovativi e di contrasto a fenomeni di dispersione scolastica, disagio sociale e analfabetismo, garantendo dotazioni aggiuntive di personale docente, educativo e un organico ottimale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario attraverso:
1) l’elaborazione e realizzazione di un programma di interventi e misure volte al contrasto dell’analfabetismo di ritorno, nonché del più generale svuotamento e declino delle competenze;
2) la reintroduzione e il potenziamento dell’insegnamento della storia dell’arte, in particolare nelle scuole dell’istruzione secondaria;
3) l’alfabetizzazione nella lingua italiana e l’inclusione linguistica e culturale degli alunni e delle alunne migranti, determinata in misura di almeno un docente ogni cinque alunni o alunne con necessità di prima alfabetizzazione e di almeno un docente ogni venti alunni o alunne di recente immigrazione, intendendosi per tali coloro che risiedono in Italia da meno di tre anni;
4) il potenziamento delle discipline storico-filosofiche, anche al fine di promuovere lo sviluppo della riflessione etica, del senso critico e dell’educazione civica, nonché di diffondere la consapevolezza nei confronti dei principi e dei valori costituzionali;
5) la promozione di modelli culturali e comportamentali inclusivi, consapevoli e sostenibili attraverso l’introduzione di materie di insegnamento quali l’educazione sentimentale, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare, nonché attraverso il potenziamento di alcuni insegnamenti;
risulta, dunque, necessaria, per procedere a un reale ed innovativo processo di riforma della scuola e delle modalità di reclutamento del personale scolastico e per eliminare le cause determinanti la formazione di precariato, l’elaborazione di un Piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato del personale docente, in deroga alle limitazioni di contingenti delle dotazioni organiche;
tale Piano pluriennale di assunzioni, oltre a incidere sui processi di formazione del precariato, dovrebbe essere volto al raggiungimento degli obiettivi sopra menzionati, ed inoltre dovrebbe consentire la sostituzione del cento per cento del turn over del personale della scuola in considerazione dell’avvenuta stabilizzazione dell’andamento demografico italiano, che presenta, da almeno un quindicennio, minime variazioni percentuali;
le assunzioni necessarie dovrebbero essere attuate garantendo il personale che ne ha maturato il pieno diritto per appartenenza alle graduatorie ad esaurimento, agli abilitati TFA e PAS, a chi è in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, agli appartenenti alla terza fascia d’istituto che ha prestato servizio nella scuola per più di 36 mesi, ai docenti precari della scuola dell’infanzia, con la regolare e costante copertura di tutti i posti disponibili e vacanti;
impegna il Governo:
a valutare l’opportunità di avviare finalmente un vero piano pluriennale di assunzioni per le finalità e nei termini di cui in premessa.
(0/2611/2/7)
PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

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In tutti i provvedimenti possibili sono stati presentati emendamenti simili a quello che segue

Emendamento
Art.53
Dopo il comma 2 inserire il seguente:
2 bis): Al comma 96 dell’art.1 della Legge 13 Luglio 2015, n.107107/2015, lettera b), aggiungere, in fine, il seguente periodo:

  «Sono iscritti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente anche tutti i docenti muniti di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 e i soggetti di cui all’articolo 15, comma 17 del decreto ministeriale 249/2010”.
Conseguentemente
250 milioni per il 2017 e 750 milioni 2018
Motivazione:
inserimento legislativo e non vertenziale dei diplomati magistrale e di coloro i quali avevano congelato i percorsi SSIS nelle GAE e quindi successiva assunzione.
Ad oggi a seguito dell’azione vertenziale, sono inseriti con riserva nelle GAE 10000 mila diplomati magistrali che stabilizzare costerebbe poco meno di 50 milioni. Tuttavia è solo una stima parziale, perché gli aventi diritto so no un numero di cui non abbiamo contezza, ma sicuramente molto più alto.

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