“Il Sindaco del Rione Sanità” in scena al teatro Gobetti di Torino

Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno e durante la lunga tournée 2017/2018, torna al Teatro Gobetti di Torino, da mercoledì 2 maggio 2018, alle ore 20.45, IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ, capolavoro di Eduardo De Filippo, per la regia di Mario Martone. Lo spettacolo prodotto da Elledieffe, NEST Napoli Est Teatro, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha debuttato in prima nazionale al NEST di Napoli dal 6 al 17 marzo 2017 in un’edizione che sancisce l’incontro di uno dei più rigorosi e autorevoli registi italiani con la scrittura eduardiana.
Mario Martone per la prima volta dirige un testo del grande drammaturgo napoletano in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile.
Tra i produttori oltre al Teatro Stabile di Torino, Elledieffe, la compagnia indipendente che porta il nome di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, che oltre a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana, continua una ricerca sul sociale e sul contemporaneo, nel rigoroso segno di Luca che dell’interesse per i ragazzi a rischio aveva fatto l’ultimo impegno della sua vita. Il NEST – Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio, uno dei quartieri più popolari e difficili di Napoli, dove un gruppo di giovani, attori, registi, scenografi e drammaturghi hanno ristrutturato una palestra e creato uno spazio per le arti là dove negli anni Ottanta c’era un morto di camorra al giorno e dove la criminalità organizzata ha visto alternarsi al comando negli ultimi anni diversi boss tra i venti e i trent’anni. Questo è il quadro da considerare se, oltre gli esiti del palcoscenico, si vuole cogliere appieno la valenza del gesto che ha persuaso Carolina Rosi ad affidare Il sindaco del Rione Sanità, uno dei testi più cari allo stesso Eduardo, al regista Mario Martone e al giovane Francesco Di Leva (che nello spettacolo interpreta il ruolo del “sindaco” Antonio Barracano), attore apprezzato al cinema e in teatro, co-fondatore del NEST insieme a Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale Di Mauro e Giuseppe Gaudino anche loro parte integrante di questo progetto.
Con Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno, Massimiliano Gallo, in scena, un cast che, contravvenendo in parte alle stesse indicazioni di Eduardo, abbassa notevolmente l’asticella dell’età dei vari interpreti; infatti gli attori che compongono il gruppo storico del NEST, da Adriano Pantaleo a Giuseppe Gaudino e con loro ci sono Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Giovanna Napolitano, le luci di Cesare Accetta, le musiche originali di Ralph P, il regista collaboratore è Giuseppe Miale Di Mauro.

Leggi anche  Palermo, la grande danza al Teatro Massimo

“Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà – riprendendo una dichiarazione del regista Mario Martone – se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”. Questa modalità di lavoro per Mario Martone si concretizza adesso calando nella realtà dei giorni nostri Il sindaco del Rione Sanità. L’idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto – quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare – pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo. In premessa c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni.
Il sindaco del Rione Sanità è una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Antonio Barracano (Francesco Di Leva), è “il sindaco” della Sanità. Qui amministra le vicende del rione, un “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna”. In una sorta di ribaltamento del sistema legalitario, Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto di Fabio Della Ragione (Giovanni Ludeno), un medico che, con la sua opera, sostanzialmente impedisce di portare alla conoscenza della Legge i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, è così da sempre. Quando però gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo (Massimiliano Gallo), Don Antonio, cogliendo nel giovane la stessa determinazione che lo spinse all’omicidio in gioventù, si propone come mediatore avviandosi così all’incontro fatale con Arturo.

Leggi anche  Palermo, omaggio a Franco Scaldati a 5 anni dalla scomparsa ai Cantieri culturali della Zisa

Teatro Gobetti
2 – 13 maggio 2018
IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
di Eduardo De Filippo
regia Mario Martone

con
Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno

Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice

con la partecipazione di Massimiliano Gallo

scene Carmine Guarino
costumi Giovanna Napolitano
luci Cesare Accetta
musiche originali Ralph P

regista collaboratore Giuseppe Miale Di Mauro
assistente scenografo Mauro Rea
capo elettricista Giuseppe Di Lorenzo
fotografie Mario Spada
manifesto Carmine Luino
una produzione Elledieffe / NEST – Napoli Est Teatro / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

APPROFONDIMENTI

Il sindaco del Rione Sanità/ In scena e sullo schermo
Dal debutto, nel 1960 al teatro Quirino di Roma, il testo di Eduardo è stato più volte rappresentato, in edizioni differenti dallo stesso autore e solo in tempi più recenti da registi napoletani e non (nel 2007 da Carlo Giuffré, nel 2014 da Marco Sciaccaluga). Del 1964 la prima trasposizione televisiva con regia dello stesso autore (RAI – Il teatro di Eduardo. Secondo ciclo) in scena Ugo D’Alessio, Antonio Casagrande, Pietro Carloni, Luisa Conte, Hilde Renzi, Enzo Cannavale, Franco Camera, Carlo Lima, Gennarino Palumbo. Nel 1979, la seconda (RAI – Il teatro di Eduardo. Quarto ciclo) fra gli interpreti della quale, oltre allo stesso Eduardo, Ferruccio De Ceresa, Luca De Filippo, Franco Angrisano, Hilde Renzi, Lina Polito, Gino Maringola, Sergio Solli, Marzio Honorato e un giovanissimo Vincenzo Salemme. Nell’introduzione alla versione TV del 1964 Eduardo stesso afferma che dopo il debutto a teatro nel 1960 la commedia gli venne richiesta dagli USA per una adattamento sia teatrale sia cinematografico con protagonista Anthony Quinn. Tale richiesta, continua Eduardo, venne rifiutata perché la produzione americana voleva modificare il testo facendo apparire il tema della malavita organizzata come centrale rispetto al ruolo del protagonista. Anthony Quinn interpreterà il ruolo di Barracano solo nel 1996, trent’anni dopo, nel film Il Sindaco, diretto da Ugo Fabrizio Giordani con Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Lino Troisi, Anna Bonaiuto, Franco Citti, Gaetano Amato, Romina Mondello.

Leggi anche  Vinicio Capossela con l’Orchestra del Teatro Massimo

Il sindaco del Rione Sanità/ Eduardo e Luigi Campoluongo
Sebbene la cronaca effettivamente documenti tra i “guappi” l’esistenza di un Barracano (Giuseppe, che insieme a Michele Aria detto ‘o capraio, passano come i due più famosi e forti camorristi dell’era fascista), per il personaggio del Sindaco Eduardo trae ispirazione da un altro uomo del Rione Sanità, a lui ben noto: “Si chiamava Campoluongo – racconta Eduardo – ed era un pezzo d’uomo bruno. Teneva il quartiere in ordine. Venivano da lui a chiedere pareri su come si dovevano comporre vertenze nel Rione Sanità. E lui andava. Una volta ebbe una lite con Martino ‘u Camparo, e questo gli mangiò il naso. Da questo episodio, Luigi Campoluongo prende il soprannome di Naso’ ‘e cane. “Veniva sempre – continua Eduardo – a tutte le prime in camerino. «Disturbo?» chiedeva. Si metteva seduto, sempre con la mano sul bastone. «Volete ‘na tazza ‘e cafè?». Lui rispondeva «Volentieri». Poi se ne andava”. Luigi Campoluongo resta negli annali anche per il funerale postumo che organizzò in onore di Totò (altro grande illustre “uomo della Sanità”), il terzo, dopo quelli di Roma e Napoli, a bara vuota nella chiesa di San Vincenzo alla presenza di Liliana e Diana de Curtis, Nino Taranto e Antonella Ungari.

About Marina Pellitteri

Direttore responsabile

La tua opinione