Siena,cancro gastrico, chirurghi ed esperti da tutta Italia a confronto alla Certosa di Pontignano

Cancro gastrico, chirurghi ed esperti da tutta Italia a confronto alla Certosa di Pontignano
Professor Franco Roviello: «Disciplina che si sta sempre più specializzando con un approccio multidisciplinare coinvolgendo tutte le figure coinvolte nel trattamento e cura del paziente oncologico»

L’importante ruolo della chirurgia oncologica specialistica nel trattamento del cancro gastrico e la sua integrazione con le altre discipline sono fondamentali per la cura dei pazienti. Su questi temi si sono confrontati alla Certosa di Pontignano circa 150 specialisti provenienti da tutta Italia, durante il meeting GIRCG, Gruppo Italiano di Ricerca sul Cancro Gastrico, organizzato dal professor Franco Roviello, direttore del Dipartimento Oncologico dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. «La multidisciplinarietà – spiega Roviello – è fondamentale nel nostro lavoro dove c’è grande collaborazione soprattutto tra chirurgo oncologo, genetista, radiologo, oncologo medico e radioterapista. Il carcinoma gastrico – prosegue Roviello – rappresenta ancora una malattia mortale che è particolarmente diffusa nella nostra area vasta; i risultati migliori si ottengono con la prevenzione e con la possibilità che i pazienti hanno di effettuare un esame endoscopico. La diagnosi di forme ereditarie identificate proprio dal nostro gruppo di lavoro dal 1999 – aggiunge Roviello – vedono il coinvolgimento del gene della caderina che è responsabile della trasformazione tumorale di uno stomaco sano. Con la UOC di Genetica Medica del nostro ospedale è possibile effettuare questo test e identificare i casi da proporre per la gastrectomia profilattica». Chirurgia robotica, nuovi fattori molecolari, chemioterapia pre-intervento, chemioterapia intraperitoneale per i casi molto avanzati di malattia sono stati altri temi trattati nel meeting, con la segreteria scientifica del professor Daniele Marrelli. «Particolarmente interessante per questo gruppo di lavoro – conclude Roviello – è anche uno scambio e una forte collaborazione con l’associazione di pazienti “Vivere senza Stomaco si può”, particolarmente attivi e coinvolti nelle problematiche che riguardano i pazienti gastrectomizzati».

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