Le piogge monsoniche colpiscono il Bangladesh: in corso le operazioni di risposta

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), sta rapidamente garantendo l’invio di ulteriori aiuti in Bangladesh dove le prime piogge monsoniche hanno colpito il distretto di Cox’s Bazar e centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya.

Il primo dei tre ponti aerei previsti per il trasporto di ulteriori materiali per la costruzioni di ripari è giunto in Bangladesh martedì 1 maggio. Con 1.400 tende, questo è il primo carico di 10.000 tende che l’UNHCR trasporterà nel Paese entro la fine di maggio. Le tende garantiranno alloggi d’emergenza per circa 60.000 rifugiati che vivono attualmente in aree a elevato rischio di smottamenti e inondazioni. E’ previsto, inoltre, l’arrivo di aiuti via mare, inclusi ulteriori tende, 170.000 teloni e altri beni essenziali.

I partner umanitari stimano che fra i 150.000 e i 200.000 rifugiati Rohingya saranno a rischio nel corso di questa stagione monsonica, poiché vivono su terreni soggetti a smottamenti e inondazioni e devono essere trasferiti con urgenza. Di questi, 24.000 si trovano in una situazione particolarmente critica a causa della grave instabilità del terreno su cui i loro alloggi sono stati costruiti.

Dall’agosto 2017 oltre 670.000 rifugiati Rohingya sono fuggiti in Bangladesh, andando ad aggiungersi ai 200.000 rifugiati già presenti nel Paese. Nello sforzo considerevole di fornire una sistemazione ai rifugiati e di dare una risposta ai loro bisogni primari, il Bangladesh ha generosamente concesso l’utilizzo di migliaia di acri di terreno su cui si sono già insediati i rifugiati.

Inoltre, il governo ha recentemente concesso nuovi terreni per i rifugiati. Ingegneri dell’UNHCR, dell’IOM e del WFP, con macchinari pesanti e migliaia di lavoratori, sono impegnati senza sosta per spianare tali terreni e poter dare alloggio a coloro che sono maggiormente a rischio. Tuttavia, i lavori procedono più lentamente di quanto inizialmente previsto a causa del terreno collinoso e instabile. L’UNHCR spera che entro la fine di maggio potranno essere trasferite su questi nuovi terreni circa 5.000 persone.

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In assenza di ulteriori terre disponibili ed utilizzabili, l’UNHCR ha predisposto misure temporanee per trasferimenti d’emergenza, che potranno essere attivate secondo le necessità. Si stima che circa 35.000 rifugiati possano essere ospitati da altri rifugiati che vivono in aree più sicure, 34.000 in strutture condivise all’interno degli insediamenti di rifugiati, e 66.000 in tende o altri alloggi d’emergenza all’interno o adiacenti agli insediamenti esistenti. Tali misure non costituiscono una soluzione sostenibile, ma possono rappresentare una risposta salvavita nel breve termine.

Nel frattempo, in supporto ai grandi sforzi portati avanti da parte del governo bengalese per preparare gli insediamenti dei rifugiati alle piogge monsoniche, l’UNHCR sta ulteriormente rafforzando la sua capacità di risposta d’emergenza, nel tentativo di salvare vite, ridurre i rischi in termini di salute, smottamenti e inondazioni, e preservare l’accesso agli insediamenti.

L’UNHCR prevede entro la fine di maggio di fornire a tutte le famiglie di rifugiati kit per costruire alloggi di emergenza che includeranno pali di bambù, corde, teloni, sacchi di sabbia ed altri strumenti utili. Inoltre, l’UNHCR sta già distribuendo 80.000 kit per assicurare gli alloggi in caso di tempeste, ed ha a disposizione una scorta di 160.000 kit post-catastrofe da distribuire ai rifugiati e 30.000 kit da distribuire alle famiglie delle comunità ospitanti che potrebbero essere colpite. L’UNHCR ha già posizionato cinque tende ospedaliere e kit medici di emergenza a Cox’s Bazar, e sono stati ordinati altri farmaci e rifornimenti.

Gli stessi rifugiati stanno lavorando con l’UNHCR per affrontare le piogge monsoniche. Gli operatori sanitari della comunità dei rifugiati hanno completato il training di primo soccorso e di preparazione operativa alle tempeste. Alcuni di loro sono stati preparati a fare parte di squadre di ricerca e soccorso. L’UNHCR ed i suoi partner lavorano in stretto contatto con i rifugiati per sviluppare sistemi di allarme rapido e campagne d’informazione per situazioni di emergenza.

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Sei settimane fa (il 16 marzo), l’UNHCR ed i suoi partner hanno avviato il Joint Response Plan for the Rohingya Humanitarian Crisis, un piano di risposta congiunta che ha a disposizione 950 milioni di dollari USA per rispondere ai bisogni immediati degli oltre 880.000 rifugiati Rohingya e 330.000 bengalesi nelle comunità colpite dalla crisi. Il contributo dell’UNHCR per il piano ammonta a più di 180 milioni di dollari USA.

Ad oggi, solo il 16 per cento dei fondi necessari sono stati ricevuti. L’UNHCR è grato per il supporto generoso e tempestivo da parte dei donatori, e ringrazia in particolare i donatori che offrono contributi che non pongono restrizioni nel loro utilizzo, permettendoci così di continuare il nostro lavoro senza interruzioni. Tuttavia è essenziale che l’UNHCR e i partner dispongano di maggiori risorse per salvare vite e migliorare le condizioni di vita dei rifugiati durante la stagione dei monsoni, oltre a continuare a fornire tempestivamente assistenza e protezione.

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