Siena, Rocco Sardone espone alla Galleria Cesare Olmastroni

ROCCO SARDONE ESPONE ALLA GALLERIA CESARE OLMASTRONI

Il calendario di mostre di ArteSiena 2018 prosegue con “Rappresentare un ricordo”

Un oggetto semplice, di uso quotidiano che diventa protagonista di opere d’arte. E’ questo il tema di “Rappresentare un ricordo”, la mostra di Rocco Sardone che sarà inaugurata il prossimo 15 maggio a Palazzo Patrizi nell’ambito di ArteSiena, il calendario di 11 esposizioni che accompagnerà i senesi fino alla metà di novembre 2018.

Al centro della mostra dedicata ai lavori di Rocco Sardone, pugliese di nascita ma senese d’adozione, la corda: oggetto semplice, che viene impiegato per molteplici funzioni e per rispondere a piccole ma importanti mansioni. < <”Rappresentare un Ricordo” non è altro che il riaffiorare della “corda”, oggetto di uso quotidiano, che assolveva piccoli problemi di uso domestico; in questo caso un gesto semplice e precario diventa rappresentativo di una certa realtà contemporanea – racconta l’artista -. Di solito si trae ispirazione da molteplici situazioni, tenendo conto delle correnti artistiche e delle mode del momento, io mi sono affidato al sentimento, che diventa simbolo e nello stesso tempo proposta estetica>>.

Non solo, tra le opere esposte < > ha concluso.

La mostra a ingresso libero sarà visitabile dal 15 al 25 maggio tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 18.30.

Rocco Sardone

Pittore nato in Puglia nel 1954, alla fine degli anni Sessanta si trasferisce a Siena dove frequenta l’Istituto d’Arte ottenendo nel 1975 il diploma di Maestro d’arte nella sezione scultura. La sua grande passione è però da sempre la pittura. Nelle sue visite ai musei e chiese della città studia con attenzione i grandi maestri della scuola Senese, rimanendo colpito soprattutto dai fondi oro e dalle pale di Duccio di Buoninsegna e dalle sculture di Jacopo della Quercia. Negli anni Settanta si interessa di arte moderna, cui dedica una ricerca intima che stride fortemente con le grandi tensioni sociali del periodo. Nei primi anni Ottanta si avvicina al neonato movimento della Transavanguardia, che assimila nelle sue opere interpretandone alcuni aspetti caratteristici. Nel 1983 esordisce con una grande mostra con il Teatro Povero di Monticchiello (Pienza), famoso teatro popolare della Val d’Orcia, sua terra d’adozione. Recentemente gli sono state dedicate due significative mostre personali: una a Cortona nel 2008, l’altra di carattere antologico a Montalcino nel 2009. Attualmente vive e lavora in Toscana, di carattere schivo e riservato è alla continua ricerca di un linguaggio ricco di simboli. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni in Italia e all’estero.

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