Siena, sfregiato con l’acido perché ha sposato una donna più giovane di 27 anni. Arrestati i suoceri

Nelle prime ore del 7 maggio p.v., nelle province di Siena e Torino, Carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, supportati dai Comandi territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’“ordinanza di custodia cautelare in carcere” emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Firenze su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 soggetti entrambi italiani, resisi responsabili con comportamenti diversi, ma in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, danneggiamenti e lesioni gravi. Il provvedimento è stato adottato dall’A.G. procedente, in relazione al pericolo di reiterazione delle condotte criminose in danno di una delle parti lese che per ben due volte era stata fatta segno del lancio di acido ustionante al volto.

L’attività d’indagine in esame:
a. scaturisce da approfondimenti investigativi effettuati in relazione alla dettagliata denuncia di una ragazza perseguitata dalla madre e dal padre per il fatto di aver sposato una persona sgradita, un uomo di 27 anni più grande di lei;
b. ha consentito di:
 definire il quadro delle ingiurie e delle minacce gravi (anche di morte) confluenti nei reati di maltrattamenti in famiglia, di atti persecutori e infine anche di lesioni gravi, in relazione agli effetti dell’acido muriatico lanciato per due volte (con danni maggiori nell’episodio compiutosi nella città di Torino);
 raccogliere anche a mezzo di intercettazioni telefoniche elementi probatori sui due episodi, uno solo dei quali aveva condotto ad infliggere alla vittima uno sfregio permanente, ma anche sulle reiterate minacce rivolte alle vittime di tali comportamenti vessatori;
 chiarire il quadro familiare dal quale era scaturito l’incarico conferito da una madre e da un padre a uno sconosciuto di deturpare con un acido il volto del marito della figlia.

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In particolare, le indagini consentivano di chiarire con precisione:
 l’evoluzione nel tempo del quadro familiare e dei moventi che avevano portato ai due gravissimi episodi;
 i modi e i tempi coi quali la donna arrestata aveva commissionato gli attentati compiuti ai danni dell’inviso genero;
 il pericolo incombente sullo stesso genero di reiterazione di tali comportamenti orditi ai suoi danni.
Il procedimento penale è stato assunto per competenza dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino in quanto l’episodio più grave è avvenuto nel capoluogo piemontese.
Le indagini proseguono per l’individuazione degli autori materiali dei due attentati che potrebbero essere diversi e i Carabinieri hanno già idea di chi possano essere.

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